Dalle guerre tra Atene e Sparta ad Alessandro Magno

La Grecia era divetata una civiltà molto potente, possedeva colonie sulle coste d'Europa, dell'Asia e dell'Africa, una potenza pericolosa nel delicato equilibrio politico del momento tanto che Dario, il "re dei re" dell'impero persiano, decise di attaccarla per sottometterla. Le poleis greche, per difendersi dalla minaccia del re persiano, si unirono in una coalizione sotto la guida di Atene.
Nel 490 Dario organizzò una grande spedizione contro Atene, partirono oltre 100 navi che trasportavano un esercito di 25.000 uomini e lo scontro avvenne nella pianura di Maratona. La battaglia fu dura e, nonostante i persiani fossero numericamente superiori, riuscirono a vincere i Greci.

 Per comunicare la vittoria dei greci sui Persiani fu incaricato il soldato Filippide di correre ad Atene, questi coprì la distanza dei 40 km che separavano le due arree senza mai fermarsi tanto che morì per la fatica appena giunto ad Atene. In ricordo di questa impresa straordinaria ancora oggi, nelle Olimpiadi, si corre la Maratona, una corsa che copre la stessa distanza di 40 km.

Dopo la prima disfatta di Maratona, Serse, il successore di Dario, riprese i suoi piani bellicosi per dominare le città greche e ripartì con un esercito numeroso e ben armato all'attacco di Atene. Di nuovo gli ateniesi riuscirono a difendere le proprie città e sconfissero i persiani a Salamina. Da quel momento Atene divenne la città più  potente tra tutte le poleis anche se fu proprio la rivalità tra Atene e Sparta per la supremazia sulla Grecia a indebolirle entrambe.  Dopo avere combattuto i persiani uniti, vincendo, spartani e ateniesi si trovarono a dover combattere tra di loro nella lunga guerra del Peloponneso, che vide infine vincitrice Sparta. La vittoria fu una soddisfazione effimera, entrambe le città, fiaccate e indebolite dalla guerra, si trovarono poi a soccombere di fronte all'avanzata dei Macedoni che seppero approfittare del momento propizio. Il progetto di conquista fu ideato da Filippo II, re macedone educato a Tebe che conosceva bene la civiltà greca e anche i dissapori e le rivalità interne, tanto da riuscire a utilizzarle a suo vantaggio. L'avanzata dei macedoni in territorio greco avvenne con un esercito organizzato in falangi, ossia una formazione di guerra per cui ogni soldato era dotato di uno scudo, di una lunga lancia e di una spada, i soldati delle prime linee avanzavano con la lancia abbassata in avanti per bloccare il nemico mentre i soldati che seguivano le puntavano in alto, pronti però ad abbassarle qualora un compagno cadesse sul campo per rimpiazzarne il posto. Le falangi procedevano inesorabilmente in avanti, protette dalla cavalleria sui lati.
La preparazione militare dei macedoni era sicuramente avanzata e destinata al successo, il re Filippo II però non potè vedere la vittoria perchè venne assassinato prima, lasciando il trono al figlio, allora ventenne, Alessandro, poi detto Alessandro Magno.
Anche Alessandro aveva una cultura di impronta greca, era stato allievo di Aristotele, il grande filosofo, che ne aveva curato l'educazione ispirandolo all'amore per l'arte e alla letteratura. Uomo intelligente, coraggioso, abile combattente e stratega, Alessandro riuscì a realizzare un progetto ambizioso che lo portò a sottomettere la Grecia, la Siria, la Fenicia, la Palestina e l'Egitto, dove fondò la città di Alessandria. Riprese poi a marciare verso est e raggiunse la valle dell'Indo e fissò la capitale del suo immenso impero a Babilonia, in mesopotamia, dove morì misteriosamente all'età di 33 anni nel 232 ac.
Un'impresa di conquista di questa portata non si era mai vista, e il fatto che a realizzarla fu un solo comandante in un arco di tempo relativamente breve valse ad Alessandro l'epiteto di Magno, il grande.
Dopo la morte di Alessandro Magno l'impero fu diviso in tre regni, quello di Macedonia, l'Egitto e la Siria, che dominarono il mediterraneo per 200 anni circa, fino a soccombere sotto l'impero romano.
Questo periodo di 2 secoli fu detto Ellenismo e fu caratterizzato dalla diffusione della cultura greca nel mondo antico.








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