La pòlis di Sparta

Le più famose pòleis del mondo greco furono Sparta e Atene. Sparta non era affacciata sul mare, si trovava infatti nel centro della pelisola del Peloponneso, e la sua ricchezza derivava dall'agricotura molto sviluppata grazie all'utilizzo massiccio degli schiavi che costituivano gran parte della popolazione.
Lo Stato era organizzato da una oligarchia (governo di pochi) dove un piccolo gruppo di aristocratici, gli spartiati, detenevano tutti i diritti civili e politici, possedevano le terre e si dedicavano all'esercizio delle armi e della guerra.
C'erano poi i perieci, categoria composta da commercianti, artigiani e allevatori che pur essendo uomini liberi non potevano ricoprire cariche pubbliche.

Gli schiavi che lavoravano la terra, gli ilioti, erano stati sottomessi durante operazioni belliche. I nobili erano dediti alla guerra sin da piccoli, l'addestramento per farli diventare bravi e coraggiosi soldati avveniva fin dalla più tenera infanzia e i sacrifici da sostenere non erano pochi. Capitava, per esempio, che alla nascita di un neotato fossero gli anziani a esaminarli e a decidere se potevano vivere, e diventare quindi valorosi soldati, o morire perchè malformati o semplicemente di costituzione fragile. I bambini sani a cui era concessa la vita, al compimento dei 7 anni di età, venivano inseriti nella vita di caserma e affidati a educatori pubblici, allontanati dalla famiglia e addestrati al destino di soldati.
Sparta, così dura e aspra, a tratti ingiusta e difficile da comprendere, era in un certo senso un grande esempio di modernità, era l'unica polis della Grecia dove la donna, per esempio, poteva riuscire ad avere un ruolo proprio e una propria libertà, mentre nelle altre poleis doveva vivere relegata in casa ed essere sempre accompagnata dal marito o da uno schiavo nei momenti di libera uscita.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ho appena aggiunto il tuo feed ai miei favoriti. Mi piace molto leggere il tuo post.

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