Dalla preistoria alla storia


Il bisogno di un posto dove stare, un riparo prima e un'abitazione poi, è nato con l'uomo, o meglio, con l'ominide.
Già l'homo abilis, così come l'homo erectus poi, costruiva semplici strutture in pietra probabilmente coperte da frasche e rami. Nel paleolitico medio e superiore queste capanne sono sorrette da pali (ora scomparsi, ma di cui sono rimasti i segni nel terreno) e talvolta questi pali sono costituiti dalle ossa dei mammut di cui si utilizzavano le pelli, sovrapposte e cucite tra di loro, per le coperture e per meglio difendere dal forte freddo.
I materiali utilizzati per la costruzione delle capanne era materiale di facile reperimento, disponibile in natura e spesso strettamente collegato con le abitudini di vita. Così le popolazioni agricole costruivano le loro capanne utilizzando gli scarti dei cereali mentre gli insediamenti dei cacciatori, nomadi a seguito dei branchi, erano costituiti da pelli facilmente smontabili e trasportabili. Nel neolitico il rapporto stretto con la terra diventa estremamente forte: dalla terra l'uomo attinge il cibo, coltivandolo, e il materiale per costruirsi la casa, per impermeabilizzarla e per fabbricare i vasi e gli oggetti di uso quotidiano.

Nel sito di Khirokitia, sulla costa meridionale dell'isola di Cipro, 7500 anni fa esisteva una città costituita da un migliaio di case edificate su una base circolare di pietre calcaree dalle quali si elevavano muri di mattoni ottenuti dall'argilla cruda, il tetto era costituito da una cupola intonacata con argilla e calce. Le case erano tutte indipendenti e collegate tra di loro attraverso una strada principale da cui partivano strade laterali sopraelevate e costruite con una massicciata di pietra. La città non aveva mura difensive.

A Lepenski Vir, una località a un centinaio di chilometri da Belgrado affacciata sul Danubio le case erano a pianta trapezoidale, con pavimenti lastricati in pietra e dotate di ampi focolari presso i quali sono stati rinvenute numerose sculture in pietra. Queste due diverse città rappresentano due diverse espressioni di esigenze diverse, dettate dal clima e dalla diversa economia. A Cipro l'economia era basata sull'allevamento delle pecore, delle capre e dei maiali, da cui si ottenevano carne e latte, il rapporto con l'agricoltura non era molto sviluppato e i ritrovamenti di manufatti in ceramica sono molto scarsi, prevalgono gli oggetti prodotti con la pietra e le fusaiole, utili per fabbricare i filati di lana. L'economia di Lepenski Vir è, per molti versi, paleolitica: il cibo era rappresentato dalla caccia e dalla pesca, l'agricoltura non veniva praticata anche in considerazione dell'aspra natura della zona.

Il coesistere di situazioni molto diverse tra di loro, e quindi il diverso progredire culturale, è strettamente collegato ai fattori ambientali ma, come già detto precedentemente, un elemento in comune a queste società, diverse e distanti, è rappresentato dalla scelta di vivere in gruppo e unire le proprie forze per ottenere i massimi benefici per tutti.

Alcune strutture dei villaggi, i templi, testimoniano che venivano utilizzate per accumulare i beni, dunque vi era un'eccedenza di produzione e questa eccedenza veniva investita in servizi comuni (come la progettazione urbanistica, la costruzione di strade o di mura, la pratica religiosa). Depositare i beni accumulati nei templi significava anche metterlo sotto la protezione degli dei, e dunque scongiurare la possibilità di un furto (rubare agli dei era considerato un sacrilegio), allo stesso tempo si fornivano ai sacerdoti i mezzi per il loro sostentamento, attribuendo loro la custodia dei beni.

Nell'alto neolitico si perfezionano notevolmente le capacità di produrre beni sempre più sofisticati e belli. La dimestichezza con il fuoco, collaboratore per la fabbricazione della ceramica, porta l'uomo a trattare a caldo anche altre sostanze come i minerali, da cui viene estratto il rame. Si utilizzano le pietre dure per fabbricare pendenti e altri monili, si intrecciano canestri, si fabbricano tessuti con fibre vegetali (lino) e animali (lana) dunque si producono anche dei telai. Anche la ceramica cambia, si abbellisce con decorazioni in rilievo, i vasi vengono dotati di impugnazioni che li rendono più pratici ma anche più belli. Questi ritrovamenti ci dicono che la qualità della vita dell'uomo migliorava, che nuove esigenze nascevano e si affiancavano al bisogno del cibo e del riparo, nascevano i bisogni sociali.

Contestualmente si sviluppavano anche le conoscenze dell'agricoltura e dell'allevamento: mentre inizialmente si allevavano solo esemplari di femmina, più docili, si iniziarono a castrare anche i maschi, la coltivazione inizia a selezionare i semi, e le spighe ottenute sono più grosse.
Nasceva  il commercio, la produzione di manufatti più belli spingeva l'uomo-agricoltore-allevatore a cedere parte dei suoi beni in cambio di altri beni, il commercio spinse le comunità ad avere rapporti economici con altre comunità, spostandosi per vendere i propri prodotti e per acquistarne di altri importando nuovi ceppi di piante e nuovi sementi. Sempre dal commercio nasceva probabilmente un sistema economico più complesso basato sul prestito su pegno: è naturale pensare, quindi, che i templi dove venivano accumulate le ricchezze fossero anche le prime forme di banche.
L'incontro tra diverse comunità permetteva di scambiarsi informazioni, di comunicare, di trasferire parte di una cultura in una cultura diversa, di ottenere nuove conoscenze.
Il fenomeno della lievitazione, per esempio, e della cottura del pane in generale è un ottimo esempio per capire come si sono evolute le società: i primi chicchi di grano erano forme selvatiche, i chicchi erano avvolti nel glume e doveva essere molto difficile separare la farina dalla crusca, inoltre questo grano primordiale era povero di glutine e dunque non lievitava. Gli impasti dovevano essere cialde piatte cotte direttamente sulle pareti dei forni. Probabilmente per un caso fortuito si è verificato un incrocio tra il grano primordiale e l'erba caprina, un'erba che cresce spontanea ancora oggi nelle terre dell'Iran settentrionale e nell'Afghanista, e da questo incrocio si è sviluppato un grano a pasta dura che conteneva molto glutine e che era facile da sgranare. Prediligendo questo grano, e incrociandolo nuovamente con altre forme vegetali, in un lento processo di progresso si riuscì a ottenere tutta una serie di grani, tra cui quello da pane. La presenza nell'aria di piccoli funghi, invisibili a occhio nudo e chiamati lieviti, ha creato una reazione spezzando le molecole e originando l'anidride carbonica nella cottura, determinando poi la lievitazione. Sempre per l'azione dei lieviti poi si ottiene l'alcool etilico e con il processo della fermentazione si ottengono bevande più o meno forti come la birra, i vini e le acquaviti. Sono tutti elementi concatenati che, in parte per caso e in parte per l'osservazione dell'uomo, hanno permesso lo sviluppo delle società e la trasmissione di questi progressi attraverso lo spostamento delle persone e il commercio.
Questa evoluzione, parallela a quella umana, ha permesso all'homo sapiens sapiens di intraprendere il percorso delle grandi civiltà.

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