I Fenici

I Fenici, provenienti dal deserto arabico, si stabilirono intorno al 1650 a.C. presso la Terra di Canaan, una striscia di terreno sottile tra la costa orientale del Mar Mediterraneo e i monti del Libano, l'antica terra dei Fenici è oggi lo stato del Libano.
Il nome "Fenici" significa "Popolo rosso" e deriva dall'utilizzo della porpora, sostanza colorante rossa che contribuì alla prosperità della popolazione. La porpora di Tiro veniva estratta da un  mollusco, il mùrice, ed era il colorante più pregiato dell'antichità. Per ottenere  qualche grammo di tintura occorrevano anche 10.000 mùrici che, dopo essere stati pescati venivano immersi in grandi vasche, poi venivano infrante le conchiglie che racchiudevano il mollusco e iniziava il processo di  macerazione. Ottenuto il pigmento il colore veniva diluito con acqua di  mare per ottenere l'intensità desiderata che variava dal rosso cupo al violetto, e si immergevano i tessuti in cui si impregnava il colore in modo indelebile. Le tintorie erano sempre collocate lontano dai centri abitati perché l'odore prodotto dalla macerazione di migliaia di molluschi era decisamente sgradevole.
La versatilità degli ambiti in cui i Fenici seppero distinguersi fu ampia e spaziò in diverse direzioni.
Innanzitutto, per capire la loro natura curiosa di popolo innovatore occorre capire il contesto in cui vivevano. La Terra di Canaan era un territorio montuoso, ricco di insenature e porti naturali e inadatto alla coltivazione, le zone pianeggianti erano poche e venivano utilizzate per lo più per la coltivazione di alberi da dattero, ulivi e viti, questo spinse i Fenici a vivere di pesca, di artigianato e di commercio. La vegetazione delle montagne in cui vivevano era ricca di foreste di cedro, un albero resinoso ad alto fusto che produceva un legno adatto a resistere all'usura del tempo e che si rivelò perfettamente indicato nella costruzione delle navi. Per agevolare le rotte commerciali i Fenici inventarono navi sempre più sicure e veloci, oltre all'introduzione della chiglia e dell'ancora che influirono sulla stabilità delle imbarcazioni perfezionarono il timone e dotarono le navi di remi e di vele. Le navi fenicie erano lunghe e panciute, erano sormontate da una grande vela quadrata centrale e avevano un piccolo albero supplementare a prua la cui vela era utilizzata per rendere lo scafo più stabile e governare con più precisione la direzione dei viaggi. 

Navigando lungo la costa e in mare aperto i Fenici potevano trasportare le loro merci più velocemente che via terra e questo li rese la più importante potenza commerciale del Mediterraneo. Nei principali punti di approdo organizzarono degli scali attrezzati per la custodia delle merci, per il commercio con i locali e per i rifornimenti di viveri e d'acqua utili per proseguire i loro viaggi, alcuni di questi scali con il tempo si trasformarono in vere e proprie colonie, ta questi Palermo, Cagliari, Cadice e Cartagine. I mercanti fenici vendevano i loro prodotti finiti (vasi, armi, stoffe, gioielli) e in cambio ottenevano le materie prime (oro, agento, avorio, ferro, piombo) che poi rivendevano agli artigiani delle civiltà fenice. Un'altra grande invenzione che si deve ai Fenici è quella del vetro trasparente. Furono i primi a produrlo, nei forni di Tiro e Sidone, usando la sabbia dei fiumi, più pura di quella marina, ottenendo così un'eccellente qualità di vetro.
Ma uno dei meriti più grandi che viene attribuito ai Fenici è quello di avere inventato e diffuso l'alfabeto fonetico, il nome stesso dell'alfabeto ce lo ricorda, aleph e bet erano le prime due lettere fenicie.
L'intuizione che ebbero i Fenici fu quella di capire che le parole sono composte da suoni, e che i suoni sono relativamente pochi ma, se combinati insieme, possono formare tutte le parole. Trovarono e codificarono così tutti i 22 suoni fondamentali ai quali associarono un segno facile da tracciare e da ricordare. L'alfabeto fenicio non comprendeva le vocali, che andavano di volta in volta indovinate a seconda del significato della frase, queste furono aggiunte successivamente dai Greci che trasmisero l'alfabeto ai Romani e che lo trasformarono ulteriormente fino alla forma che oggi conosciamo.
Rendere l'alfabeto alla portata di tutti creò un grande vantaggio alla civiltà perché agevolò i rapporti commerciali e lo scambio di informazioni e tolse molto potere agli scribi che non erano più i depositari della scrittura e della lettura.
Quindi il merito dei Fenici non è solo quello di avere semplificato l'alfabeto ma soprattutto quello di averlo reso a portata di tutti, diffondendolo e contribuendo all'evoluzione sociale della civiltà.



1 commento:

Anonimo ha detto...

Semplicemente eccezionale per gli studenti di elementari.ve lo consiglio😉😉😉😉😉











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