L'ellenismo

Con la morte di Alessandro Magno, dopo aspre lotte tra i generali e i suoi successori, i Diadochi, l'impero fu diviso in tre regni:

  • il regno di Macedonia, che incluse anche la Grecia
  • il regno di Siria, corrispondente al vecchio impero persiano
  • il regno d'Egitto

Si chiama Ellenismo il periodo che inizia con la creazione di questi tre grandi stati monarchici orientali e che termina con la loro conquista da parte di Roma, conquista che avverrà tra il 150 a.C. e il 31 d.C. Durante l'ellenismo la lingua e la cultura greca si diffusero nel mondo. Fu però un periodo di grandi cambiamenti, culturali, civili, storici, terminava un'epoca e ne iniziava una nuova, diversa.
I greci, abituati a vivere nelle città-stato (le poleis) e a discutere democraticamente le questioni politiche persero  la loro partecipazione al governo che divenne rappresentazione unica e incontestabile del volere di un sovrano. Allo stesso tempo, i greci non erano più cittadini del loro Stato ma cosmopoliti, ossia cittadini di un mondo dominato dalla cultura greca. I contatti con altre culture modificarono la cultura greca stessa, che inglobò al suo interno nuovi pensieri e nuove idee, e queste contaminazioni determinarono per esempio il cambiamento della religione. Ai dei già adorati dai greci se ne aggiunsero altri come Tyche, la dea del caso cieco e imprevedibile e Iside, Baal, Cibele, Serapide, nuove figure divine prima sconosciute alla cultura greca.

La precedente visione del mondo greco, improntata ad un'ottica di equilibrio e di misura, fu completamente stravolta dalla volontà dei nuovi sovrani di affermare il loro potere usando lo sfarzo e la smodatezza, l'architettura divenne una forma di espressione del potere, doveva essere colossale, e i palazzi presero come modello le dimensioni delle piramidi, le statue e le torri assunsero dimensioni enormi per essere viste anche da lontano, per dare l'idea della potenza del sovrano e per servire da fari e aiutare nell'orientamento le navi che attraversavano il mare aperto.

L'economia trasse enormi vantaggi dalla costituzione di questi regni e dall'egemonia del popolo greco, che poteva contare sulla conoscenza di quella che era la loro lingua e che divenne lingua ufficiale ovunque. Ci fu un immenso esodo di mercanti, banchieri e uomini d'affari che si spostarono con i propri beni e assoggettarono finanziariamente la popolazione locale. Non avvenne la fusione tra diversi popoli che Alessandro aveva auspicato ma si verificò la supremazia e l'arricchimento di un popolo a svantaggio degli altri.
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