Le guerre puniche

Dopo avere esteso i suoi confini su quasi tutta l'Italia peninsulare, Roma fronteggiò Cartagine, una potente città fenicia situata nell'Africa settentrionale (la zona dell'odierna Tunisia). Cartagine era un vero colosso commerciale e le sue navi dominavano il mediterraneo controllando gli scambi in Sicilia, isola strategicamente importante e grande produttrice di grano. Roma e Cartagine si contendevano il domino sui mari, lo scontro fu quindi inevitabile e si realizzò con le guerre puniche, così denominate perché i romani chiamavano i cartaginesi "puni".
Le guerre puniche furono tre e si combatterono tra il 264 a.C. e il 146 a.C.

La prima guerra punica:
 La battaglia si svolse via mare, Roma si trovò inizialmente svantaggiata, poco abituata a combattimenti in mare aperto, ma si organizzò e il console Caio Duilio fece costruire una flotta di 120 navi da guerra armate di rostro, una trave con una punta di ferro che causava profondi squarci nelle navi  nemiche urtate e attrezzate con ponti mobili uncinati (detti corvi) che consentivano di affiancare e bloccare le navi nemiche, permettendo la lotta corpo a corpo tra gli equipaggiamenti. Presso le coste siciliane i romani ebbero la meglio sui cartaginesi, e oltre alla Sicilia conquistarono la Sardegna e la Corsica.

La seconda guerra punica:
Annibale, un prode generale cartaginese, elaborò un contrattacco molto audace per riprendere il dominio del mediterraneo: partì dalle colonie fenicie in Spagna e, attraversando le Alpi cercando di fare sollevare le popolazioni italiche contro Roma, raggiunse l'Italia centrale con un esercito molto numeroso, dotato anche di elefanti , e sconfisse i romani nei pressi del Lago Trasimeno. Roma cercò di reagire e di affrontare Annibale in campo aperto ma lo scontro, avvenuto presso Canne, in Puglia, decretò nuovamente la vittoria di Annibale e la disfatta dell'esercito Romano. Il Console Publio Cornelio Scipione riorganizzò l'esercito e, inaspettatamente, sbarcò in Africa diretto verso Cartagine, costringendo così Annibale e rientrare in patria. I due eserciti si scontrarono a Zama, vicino a Cartagine, nel 202 a.C., Annibale fu sconfitto e Scipione, da allora detto "l'Africano" per ricordare la vittoria sui cartaginesi, impose condizione di pace molto dure, oltre ad annettere ai suoi territori le colonie cartaginesi spagnole.

La terza guerra punica:
Più che di una guerra, si tratta di un'azione punitiva. Nel 146 a.C. Roma guardava con preoccupazione alla prosperità cartaginese e, temendo un nuovo attacco, l'assediò e la rase al suolo. Sulle rovine di Cartagine i romani sparsero il sale, segno della definitiva distruzione della città.


Perché Roma ebbe la meglio su Cartagine?
I cartaginesi erano sicuramente molto organizzati e preparati alla guerra, tanto che riuscirono ad ottenere delle vittorie schiaccianti sui Romani ma non ad abbatterla, e Roma, riuscendo ad organizzarsi  nuovamente, otteneva la vittoria finale e duratura sui Cartaginesi.
Le motivazioni che muovevano questi due popoli erano diverse.
Cartagine era una repubblica governata da ricchi commercianti, i soldati erano mercenari al soldo della guerra, non combattevano per il loro paese o per un ideale, combattevano per denaro.
Anche Roma era una repubblica governata da un gruppo ristretto di persone facoltose, ma i soldati erano "cittadini" e combattevano per l'onore della patria e per il senso di appartenenza, profondamente avvertito, che li rendeva fieri e orgogliosi di essere romani.
Inoltre la strategia bellica romana si rivelò più efficace, e il riuscire a ricreare in mare le condizioni delle  battaglie su terra, nel quale i romani erano più esperti, fu sicuramente determinante.


5 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie mille :)

Anonimo ha detto...

B

Anonimo ha detto...

Grazie

Anonimo ha detto...

grazie mille.Capibile

Anonimo ha detto...

grazie mille.Capibile

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