I punti cardinali

Il bisogno di sapersi orientare nasce con l'uomo, si tratta infatti di un'esigenza naturale che permette di ritrovare i luoghi conosciuti e di addentrarsi con sicurezza in nuovi territori. Era quindi una necessità individuare alcuni elementi naturali che potessero diventare dei punti di riferimento su cui basare l'orientamento.
I primi punti di riferimento naturale sono stati il sole e le stelle, il sole segue sempre lo stesso percorso nel cielo, il punto dove nasce il sole è stato quindi chiamato levante, o est, e quello dove tramonta è stato chiamato ponente, o ovest. Il sud, o mezzogiorno, rappresenta invece il punto in cui il sole raggiunge la sua massima altezza sulla linea dell'orizzonte, e il punto opposto è il nord, o settentrione.

Est, ovest, sud e nord sono i punti cardinali, i punti di riferimento naturali che permettono all'uomo di orientarsi.

I navigatori hanno basato il loro senso dell'orientamento sul cielo stellato, non potendo contare sempre sulla presenza del sole. In direzione del Polo Nord solo una stella rimane fissa per tutta la notte, è la Stella Polare che indica il Nord.

Per moltissimi anni gli uomini hanno creduto che al centro dell'universo ci fosse la terra, e che fossero il sole, i pianeti, le stelle, l'universo tutto a girare intorno a noi. Fu Nicolò Copernico, un astronomo vissuto più di 500 anni fa, il primo a sostenere che al centro dell'universo c'era il sole e non la terra.




Per potersi orientare è possibile utilizzare anche dei piccoli "stratagemmi" conseguenza delle deduzioni geografiche: se siamo in un bosco fitto possiamo cercare il muschio sugli alberi, cresce solo a nord, dove il sole non batte mai.
Per potersi orientare con maggior sicurezza, l'uomo ha imparato a "misurare" le direzioni, utilizzando la bussola, invenzione che si deve ai Cinesi e che risale all'800 D.C. circa.

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