Giulio Cesare, una storia appassionante!

Nel 60 a.C. Pompeo, Cesare e Crasso avevano stretto un triumvirato con il quale si erano divisi il potere e le terre da governare.
A Giulio Cesare, divenuto console nel 59 a.C., spettò il comando delle truppe della Gallia Narbonense, ossia l'attuale Francia meridionale che era sotto il dominio romano. Il resto della Gallia era invece abitato da numerose popolazioni di guerrieri, Giulio Cesare impiegò solo 8 anni di combattimento per sottometterle tutte.

Nel frattempo Crasso morì e Pompeo ne approfittò per sciogliere il triumvirato e con il complice sostegno del Senato, preoccupato dal crescente potere di Cesare dovuto alle sue epiche vittorie, a farsi eleggere console unico.

Non fu sicuramente un'abile mossa politica, Cesare aveva dimostrato il suo valore di combattente in modo eroico e l'aveva fatto nel nome di Roma, e quando Pompeo ordinò a Cesare di congedare l'esercito sottovalutò le inevitabili conseguenze che ne sarebbero derivate. La riforma dell'esercito aveva solidificato il rapporto che legava le truppe al comandante più di quanto non le legasse alla stessa Roma, e Cesare marciò con i suoi soldati alla volta di Roma, dando inizio alla seconda guerra civile.


L'esercito capitanato da Cesare si scontrò ripetutamente contro quello capitanato da Pompeo in aspre battaglie, e solo alla fine del 48 a.C. Cesare riuscì a sconfiggerlo a Farsalo, in Grecia. 

Pompeo scappò in Egitto nella speranza di sfuggire a Cesare che lo inseguiva e di salvarsi la vita, ma proprio questa scelta gli fu fatale: il re egiziano Tolomeo, forse per l'ingenuità della sua giovane età, forse mosso da ambizione, lo fece assassinare pensando così di conquistarsi i favori di Giulio Cesare.



Anche questa fu una scelta politica sbagliata il cui esito si rivelò inaspettato: Cesare, nonostante i conflitti, nutriva la stima e il rispetto verso Pompeo che derivavano proprio dai campi di battaglia, la sua disonorevole fine costò il trono a Tolomeo che fu spodestato in favore della sorella. Cleopatra.

Dopo tutte queste vicende e vicissitudini Cesare tornò a Roma e si fece nominare Console, tribuno della plebe e pontefice massimo, accantonando l'impegno bellico per dedicarsi alle priorità interne come la costruzione di grandi opere pubbliche e l'emanazione di leggi a favore della plebe.

Il valore di Giulio Cesare era probabilmente troppo alto per essere compreso, sicuramente troppo alto per essere accettato, dietro meschini timori che potesse rivelarsi un tiranno morì vittima di una bieca congiura organizzata da un manipolo di senatori e aristocratici, per mano del suo stesso figlio, Bruto.

Era il 15 marzo del 44 aC., il giorno delle Idi secondo il calendario romano. ©


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