Esercizi di lettura o scrittura

LA CASA DI CAMPAGNA 

La Gatta Camilla

Esercizi di lettura e scrittura per bambini e ragazzi
La gatta Camilla dormicchia tranquilla quando sente un rumore dietro le orecchie, si desta fulminea, drizza la testa ed aguzza lo sguardo. La gatta Camilla ha la vista di una lince e subito nota la presenza di un piccolo topo. Il topo rosicchia un pezzetto di gustoso formaggio e non si è accorto della gatta Camilla, rannicchiata in cima all’armadio. La gatta Camilla prende la mira e con un rapido balzo si getta sul topo, che la vede volare minacciosa nella sala da pranzo dipinta di rosa. Il topo spaventato scappa veloce, nella sala si sente rimbombare il forte ansimare del suo cuore. La gatta lo insegue con fervido ardore ma il topo veloce guadagna l’uscita, infilandosi in una piccola fessura, troppo piccola per fare entrare la testa della gatta Camilla che sbatte il suo muso dritto dritto contro il muro.



Grammatica e geografia insieme per la scuola primaria in un dettato

La vecchia quercia


Nel vialetto d’ingresso della casa di campagna si trova un grande castagno secolare. La corteccia si attorciglia sul tronco e si allarga sui possenti rami nodosi dove nugoli di uccelli cinguettano spensierati. Maestoso come un re, il castagno vigila come un saggio guardiano sulla casa e sulla via, dove i passi dei viandanti, con lo scorrere degli anni, si sono fatti più affrettati fino a sparire nell’attutito scorrere delle ruote gommate delle automobili. Alto ed elegante nel suo portamento imponente, seppur provato dagli acciacchi dell’età e solcato dalle rughe di un passato prominente, le sue braccia aperte accolgono ogni splendido fremito di vita: il lesto e leggiadro scalpitare degli scoiattoli è un simpatico solletico che gli fa abbozzare un sorriso, l’insistente martellare dei picchi non lo turba più di quanto non farebbe una carezza appena insidiosa, e il tedioso ronzio delle mosche diventa fervida musica brulicante d’intenti intorno a lui.
Il vialetto di ghiaia d’autunno fiorisce di ricci, e tra gli aghi pungenti dei frutti, anno dopo anno, si rincorrono inverni e primavere, cadenzati dal perpetuo e placido alternarsi di risvegli e sopimenti.

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