L'età del rame


Il rame è un metallo molto duttile e malleabile, facilmente reperibile in natura anche se in quantità non molto abbondante. 
Il primo utilizzo da parte dell’uomo risale alla preistoria, il primo rame ad essere lavorato è stato quello che la natura offre allo stato nativo, sotto forma di pepite, facile da estrarre e da lavorare, successivamente l’uomo ha imparato a estrarlo in miniere a cielo aperto e a lavorarlo, fondendolo con altri metalli come lo stagno, creando così il bronzo.
L’uso del rame segna il passaggio dal Neolitico al periodo Eneolitico (o Calcolitico), ovvero l’età del Rame.

La prima metallurgia sorse tra il VI e il V millennio a.C. presso le società neolitiche del vicino oriente e dei Balcani, da qui si diffuse nel corso del IV e III millennio a.C. nel mediterraneo occidentale e nel resto d’Europa.
dalla preistoria alla storia, il rame spiegato ai bambini
A livello sociale, l’utilizzo del rame è stato determinante per modificare il corso delle civiltà: il rame viene impiegato per la costruzione di beni di prestigio, si sviluppa la produzione artigianale e si creano professionalità specializzate, il bene non è più inteso come qualcosa di appartenente alla collettività ma è uno strumento che permette di creare una stratificazione sociale. In pratica il metallo ha contribuito fortemente a generare le differenze tra ricchi e poveri.

Con l’aumento della richiesta di materia prima, l’uomo imparò a estrarre il rame dai giacimenti, lavoro impegnativo sia in termini di mezzi economici che di risorse umane: per scavare pozzi e gallerie dovevano essere impiegate ingenti quantità di manovalanza e legname, e occorrevano anche professionalità specialistiche per la direzione dei lavori. Allo stesso tempo, se molte persone erano occupate in questi lavori, la società doveva farsi carico del loro mantenimento, intensificando le produzioni alimentari. Grazie alla prima metallurgia nella società iniziano a diversificarsi numerose professionalità diverse e, al fianco di contadini e allevatori compaiono minatori, artigiani e operai.

Con il metallo, poi, la classe guerriera aumenta notevolmente di importanza, la produzione di armi di metallo come pugnali, asce, alabarde e lance stabilisce la supremazia della forza fisica, e di conseguenza il ruolo dell’uomo nel contesto della società. 
Il metallo ha condizionato l’evoluzione delle società l’impiego della forza fisica da mezzo di sopravvivenza diviene strumento di prevaricazione per il miglioramento dell’esistenza di alcuni gruppi a discapito di altri.
Se inizialmente le armi potevano agevolare la caccia degli animali, successivamente sono state impiegate per la difesa dei territori da popolazioni nemiche, e allo stesso modo per attaccare altre popolazioni e poter contare così su territori, beni e persone (schiavi).

Se il primo utilizzo del rame in forma nativa (così come lo si trovava in natura) è riconducibili a quei bacini geografici più ricchi di materia prima, il suo utilizzo sistematico, e quindi la nascita vera e propria della metallurgia si è sviluppata in culture che avevano raggiunto ampie conoscenze nella produzione della ceramica. La lavorazione del rame implicava infatti l’utilizzo di forni in grado di raggiungere elevate temperature, e una consolidata capacità nel loro utilizzo per controllare l’aria per ottenere un’atmosfera riducente.
Gli oggetti in rame offrivano grandi vantaggi: data la duttilità del metallo era facile creare oggetti di qualsiasi forma, inoltre gli oggetti rotti o difettosi potevano essere fusi nuovamente per generare altri oggetti.
I ritrovamenti archeologici testimoniano che dal V millennio a.C. la lavorazione del rame ha raggiunto un ulteriore stadio superiore, con l’utilizzo dell’arsenico e quindi di una lega ancora più forte e robusta.

I progressi delle società

pagina di approfondimento sull'età del rame per ragazzi delle medie
L’impiego del rame ha contribuito a determinare importanti, graduali, trasformazioni nelle società: l’introduzione dell’aratro, della ruota e del carro consentirono un’agricoltura più intensiva, non più vincolata a terreni di natura alluvionali, più morbidi, e permisero un più agevole spostamento di beni e cose, introducendo il commercio e stimolando la colonizzazione di nuove aree. Se i primi neolitici allevavano gli animali solo in quanto fornitori di carne, ora l’animale assume un’importanza fondamentale per l’evoluzione sociale: gli animali vengono utilizzati per i lavori pesanti dei campi e per i trasporti (il cavallo, sparito al termine dell’era glaciale, ricompare in Italia quale animale domestico nel terzo millennio ac), e si iniziano a sfruttare anche i prodotti derivati, come il latte: lo yogurt nasce nell’età del rame, e con lui il formaggio. La lana delle pecore, invece, costituisce il frutto di una mutazione genetica dovuta alla domesticazione dell’animale: le prime pecore non venivano tosate, la lana veniva raccolta quando si verificava la muta del vello.

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