Gli ebrei, origine, religione, società ed economia nella storia del popolo ebraico

La storia degli Ebrei è giunta fino a noi in modo molto particolareggiato e preciso grazie alla Bibbia, il libro sacro che riporta innumerevoli eventi e racconti storici.

La Bibbia è divisa in Antico Testamento e Nuovo Testamento. Nell’Antico Testamento, scritto tra il XIII e il XX secolo aC da vari autori, si narra di come Dio abbia creato il mondo e l’abbia popolato, a partire da Adamo ed Eva, del Paradiso Terrestre e della promessa di un Messia nato dal popolo Ebreo che avrebbe redento l’umanità. Il Vecchio Testamento cita molte delle tribù del Medio Oriente chiamate a formare il popolo d’Israele.

Il nuovo Testamento racconta la vita di Gesù, dalla sua nascita alla morte, per poi proseguire con la resurrezione e con la nascita delle prime comunità cristiane.

La Bibbia è considerato un testo Sacro sia per gli Ebrei che per i Cristiani, ma gli Ebrei riconoscono solo l’Antico Testamento perché non riconoscono in Gesù il Messia .



L’origine degli ebrei

L’origine degli ebrei è quella di un popolo di pastori nomadi semitici provenienti dalla Mesopotamia, e in particolare da Ur, migrati verso il 2000 aC verso Haran dove si stabilirono per alcuni secoli vivendo di pastorizia e praticando l’idolatria.
Fu il patriarca Abramo a condurli verso la Palestina, nella parte meridionale della Siria, terra che gli Ebrei chiamarono Terra di Canaan.
Il termine patriarca viene utilizzato per individuare l’anziano a capo della tribù, il primo fu Abramo a cui seguì il figlio Isacco, che continuò la vita nomade. Isacco ebbe due figli, Esaù e Giacobbe, da quest’ultimo nacquero 12 figli tra i quali Giuseppe. L’ultimo dei patriarchi fu Giosuè.

A seguito di gravi carestie, intorno al 1700 aC. gli ebrei si spostarono in Egitto. Il racconto della Bibbia ci narra di come Giuseppe, figlio di Giacobbe, fu venduto come schiavo ad alcuni mercanti egiziani e, tradotto in Egitto, si guadagnò la fiducia del Faraone a cui predisse 7 anni di abbondanza seguiti da 7 di carestia, consentendo a questi di risparmiare negli anni di abbondanza per avere scorte durante la carestia. Giuseppe divenne quindi ministro del faraone. Giuseppe, ormai accettato dagli egiziani, si farà raggiungere dal padre e dai fratelli assegnando loro la terra di Gessen, nel delta del Nilo. In quel momento storico l’Egitto era sotto il dominio degli Hyksos, un popolo di origine semita proveniente dalla Siria, e questo fattore rese più facile i rapporti tra Ebrei ed Egiziani che convissero inizialmente in pace, pur non integrandosi tra di loro e conservando ognuno la propria lingua, cultura e religione. Dopo il 1580 aC tornarono al potere in Egitto i re nazionali, che presero a considerare gli ebrei come stranieri e iniziò un periodo di oppressione, il popolo ebraico fu schiavizzato e costretto a lavorare l’argilla e i campi per gli egiziani.

Fu Mosè, intorno al 1250 aC, sempre secondo i racconti della Bibbia, a liberare il popolo ebraico per condurlo fuori dall'Egitto attraverso il Mar Rosso. Per 40 anni gli ebrei vagarono nel deserto del Sinai prima di tornare in Palestina. Fu sul Monte Sinai che Mosè ricevette direttamente da Dio le Tavole della Legge, anche conosciute come il Decalogo o i 10 comandamenti, il primo codice morale che dice all'uomo cosa può e cosa non può fare che servì per regolare la vita del popolo Ebreo. 
Mosè morì prima di raggiungere la Palestina, il popolo fu guidato da Giosuè che conquistò Gerico e dopo una lunga lotta con le popolazioni locali estese la conquista alla Palestina, suddividendo il territorio tra le 12 tribù che componevano il popolo, ognuna autonoma rispetto alle altre e prevedendo la nomina di un giudice comune per discutere eventuali controversie o affrontare problemi comuni. Le aspre lotte con i popoli confinanti, in particolare con i Filistei, popolazione proveniente dall’Asia Minore insediatasi lungo le coste intorno intorno al 2000 aC, spinsero gli Ebrei ad unirsi sotto una monarchia nel 1020 aC. 

Il primo re Ebreo fu Saul, appartenente alla tribù di Beniamino, la sua nomina fu considerata  divina in quanto scelto dal sommo sacerdote Samuele su consiglio divino. Saul fu un re coraggioso, ma anche violento e molto duro. Le sue battaglie contro i Filistei lo resero superbo e il Sommo Sacerdote Samuele iniziò a osteggiarlo, preferendogli David, il guerriero che doveva la sua gloria alla vittoria sul gigante filisteo Golia. Il re Saul costrinse David all'esilio e gli ebrei si indebolirono per via di lotte interne tra la classe dei sacerdoti, il re e le varie tribù. I filistei approfittarono di questa debolezza per sconfiggere l’esercito ebreo. Saul si uccise per non cadere in mano ai nemici e David riuscì a tornare in patria per diventare il nuovo re. 

David fu un combattente coraggioso e un grande poeta, a lui si attribuiscono i Salmi, e soprattutto riuscì a dare agli Ebrei la consapevolezza di essere una nazione, rinsaldando lo spirito di unità che li accomunava. Sconfisse i Filistei e gli altri popoli nemici, fu un bravo amministratore e spostò la capitale a Gerusalemme, che divenne il nuovo centro religioso della nazione. 
La religione cristiana considera David l’Unto del Signore, ed è dalla sua discendenza che nascerà Gesù.


Il successore di David fu il figlio Salomone, nel 961 aC., re giusto e saggio, rafforzò l’esercito che ottenne ulteriori conquiste nei territori confinanti e avviò un fervido commercio, fece cingere la città di Gerusalemme da solide mura e fece edificare la reggia e il Tempio di Gerusalemme, costruzioni che però richiesero un ingente investimento economico ottenuto attraverso una tassazione molto elevata e prestazioni lavorative gratuite, generando molto malcontento nella popolazione. 
Alla morte di Salomone molte tribù si ribellarono all’erede al trono, il figlio di Salomone Roboàmo, che non voleva diminuire la pressione fiscale, e questo portò alla divisione del regno. Le tribù del settentrione si unirono nel regno di Israele, con capitale a Samària mentre le tribù del sud restarono fedeli a Roboàmo e formarono il regno di Giuda, la cui capitale restò Gerusalemme.

La scissione del Regno in due regni minori indebolì entrambi, e fu sempre più difficile difendersi dagli attacchi di Assiri, Babilonesi ed Egiziani. Nel 721 aC gli Assiri richiesero un ingente tributo al Regno di Israele che si rifiutò di pagare, e gli Assiri assalirono e distrussero il regno, e molti ebrei furono tradotti in Mesopotamia.

Il Regno di Giuda sopravvisse ancora a lungo mantenendo buoni rapporti con i regni confinanti, fino a quando nel 586 aC il re babilonese Nabucodonsor lo attaccò e lo distrusse per procurarsi una strada d'accesso verso l’Egitto. Gli ebrei del regno di Giuda vennero tradotti in schiavitù a Babilonia, dove vissero per 50 anni in quella che è stata definita la cattività babilonese, una parentesi di miseria e tristezza per il popolo che però non perse mai l’amore per la patria perduta e la speranza di farvi ritorno, anche grazie alle profezie di Ezechiele e Daniele. Nel 538 aC Babilonia fu conquistata dal re Persiano Ciro il grande che permise agli Ebrei di far ritorno in Palestina, dove però il popolo ebreo si trovò sottoposto al dominio dei persiani prima e di Alessandro Magno e dei suoi successori poi, fino ad arrivare, nel 63 aC, al dominio dei Romani.

E’ proprio sotto l’impero romano che a Betlemme nacque Gesù, e la sua nascita è considerata lo spartiacque tra quello che è accaduto prima di Cristo e quello che è avvenuto Dopo Cristo. Gesù Cristo nasce quindi nell’anno 0, anche se in pratica si passa dall’anno -1 all’anno 1 dc.
Il calendario ebraico conta invece gli anni a partire dalla presunta data della creazione, che in base alle indicazioni della Bibbia è stata calcolata nell'anno 3760 a.C.

La religione ebraica

Gli Ebrei erano e sono monoteisti, adoravano un unico Dio, a differenza degli altri popoli con cui convissero e si scontrarono che adoravano molti dei e che identificavano nelle forze della natura.

Il Dio adorato dagli Ebrei prende il nome di Jahvè, “colui che è”, e non veniva mai rappresentato con immagini iconografiche o statue essendo composto di puro spirito. La volontà del popolo Ebraico di non dare una forma fisica a Dio nasce anche dall’intento di contrastare ritorni a forme di idolatria riconducibili al passato, o a contaminazioni con altre religioni.

Il culto ebraico prevedeva il pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme una volta all’anno, occasione in cui gli ebrei offrivano doni al Tempio. Il tempio ebraico si chiama sinagoga e i sacerdoti si chiamano rabbini.

Tutte le feste del calendario ebraico erano votate al ringraziamento a Dio, così il Sabato ci si asteneva da qualsiasi lavoro per celebrare il riposo di Dio dopo la creazione.

La Pasqua rappresenta la liberazione del popolo ebreo dall’Egitto e si commemora mangiando il pane azzimo, ossia non lievitato, a ricordare la fuga precipitosa degli ebrei, le erbe amare e l’agnello. 

La festa dei Tabernacoli rievoca la vita nomade nel deserto e la festa di Pentecoste ricorda la consegna delle Tavole della Legge date a Mosè sul Monte Sinai.

Il Tempio di Gerusalemme

Edificato nel 950 aC su volere di Re Salomone la costruzione richiese sette anni di lavoro. Posto fuori dalle mura della città, sul colle Moriah, era diviso in tre parti: l’Atrio, intorno all'edificio, era lo spazio in cui gli ebrei assistevano alle cerimonie, il Vestibolo, preceduto da due colonne bronzee, attraverso il quale si accedeva all'Aula, il  luogo sacro dove si trovava la Cella. Alla Cella aveva accesso solo il Sommo Sacerdote e solo una volta l’anno, in occasione della venerazione dell’Arca dell’Alleanza, la cassa in legno e oro che conteneva le Tavole della Legge.

Le pareti del Tempio erano rivestite di legno di cedro dorato incise con bassorilievi.

Quando nel 586 aC il re Babilonese Nabucodonosor conquistò Gerusalemme e distrusse il Tempio saccheggiò tutte le ricchezze e le trasferì a Babilonia, tranne l’Arca dell’Alleanza che, nascosta dagli Ebrei, non fu mai ritrovata (anche se si ritiene sia conservata in Etiopia).

Quando nel 538 aC gli Ebrei tornarono dalla deportazione in Babilonia ricostruirono il Tempio, ma in modo meno sontuoso e pregiato. Il secondo tempio venne ampliato nel 19 aC da Erode il Grande, re della Giudea sotto i Romani. Il secondo Tempio di Gerusalemme fu distrutto nel 70 d.C. per volere dell’imperatore romano Tito.

Del Tempio di Gerusalemme oggi resta soltanto il muro occidentale di contenimento, che ha preso il nome di muro del pianto.


La società e l'economia del popolo ebreo

La religione ebraica considerava tutti gli uomini uguali di fronte a Dio, e per questo motivo non erano consentite classi sociali, ciò nonostante nel popolo ebraico era diffusa e accettata la schiavitù, anche se concepita in modo relativamente umano, con leggi che difendessero gli schiavi dai maltrattamenti e con un certo margine di libertà personale.

Il codice morale dei 10 comandamenti veniva insegnato e tramandato all'interno della famiglia, ma la moglie era considerata una proprietà del marito e veniva acquistata attraverso un contratto, anche se poi trattata con rispetto. Il compito principale della moglie era quello di generare figli, soprattutto figli maschi.

Originariamente il popolo ebreo era nomade dedito alla pastorizia, ma successivamente si dedicò principalmente all'agricoltura e divenne sedentario. Le coltivazioni più diffuse erano quelle dei cereali e del lino, dell’ulivo e della vite.
Durante la monarchia si costruirono strade di collegamento tra l’Egitto e la Mesopotamia, e queste strade, unite al porto di Asion Gaber, stimolarono il commercio e la nascita degli istituti bancari.

La storia del popolo ebreo è lunga, attraversata da guerre ed esodi, minacciata fin dai suoi esordi da molti popoli come gli Assiri, i Babilonesi e gli Egiziani ma il popolo ebraico non si è mai estinto e, sopravvivendo a drammatiche persecuzioni e genocidi, anche recenti, è tutt'oggi esistente.

Con la distruzione del Tempio di Gerusalemme per mano dell’imperatore romano Tito gli Ebrei furono cacciati dalla Palestina e si assistette ad una profonda diaspora nel mondo, alcuni ebrei si convertirono al cristianesimo altri mantennero intatti i propri precetti con la propria identità e il desiderio di rientrare in patria. 

Dopo le persecuzioni della seconda Guerra Mondiale, nel 1948 in Palestina è stato riconosciuto lo Stato di Israele, Israele è il nome che assunse Giacobbe, figlio di Isacco a suo volta figlio di Abramo, dopo aver ricevuto la chiamata di Dio. Il nome giudei, attribuito agli ebrei, deriva invece dal nome di uno dei figli di Giacobbe la cui tribù costituì il Regno di Giuda.

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