La professione dello scriba sumero

Nell'antica società sumerica gli scribi erano molto stimati e richiesti, poche persone sapevano leggere e scrivere e chi imparava a farlo aveva molte possibilità di carriera.
Il datore di lavoro per eccellenza era il tempio, dove si svolgeva la maggior parte delle attività economiche: si registravano le merci in ingresso e in uscita, i registri delle tasse, le informazioni sui contratti di affitto e le concessioni, e tutte queste informazioni venivano meticolosamente archiviate e conservate come se si trattasse di una grande biblioteca.
Poche persone sapevano scrivere nella società sumerica
Con l'evolversi della società e con l'affermarsi di quel ceto medio che pur non essendo nobile spiccava per intraprendenza imprenditoriale riuscendo a imporre un mercato e un commercio autonomo rispetto a quello controllato dai sacerdoti crebbero anche le possibilità di carriera nel mondo privato: anche ai mercanti serviva qualcuno che sapesse scrivere e tenere nota degli affari.
E c'erano gli scrivani pubblici, quelli che non facevano carriera ma scrivevano nella pubblica piazza, sotto dettatura, atti e documenti per i cittadini che richiedevano questi servigi.

Le possibilità di carriera più ambiziose, invece, erano riservate a quegli scrivani dotati anche di eccellenti doti matematiche. Non serviva solo saper contare, bisognava per esempio saper misurare i terreni, e lo strumento che permetteva di farlo era una semplice cordicella con una serie di nodi posti in modo equidistante, una sorta di metro primordiale che doveva essere teso e spostato per misurare con precisione le aree dei campi o dei cantieri edili.
Questi professionisti erano molto richiesti, tanto dai proprietari terrieri quanto nelle dispute ereditarie, insomma saper scrivere e contare era un lasciapassare per tanti lavori, e se ci si dimostrava particolarmente bravi si poteva anche diventare consigliere personale del re.

La scrittura era molto complessa e per terminare il percorso di studi, comunque destinato solo ai figli maschi delle famiglie più agiate, bisognava essere molto motivati. Gli studenti infatti dovevano dimostrare una ferrea disciplina e sottostare umilmente all'autorità dei maestri che insegnavano nelle scuole e che malmenavano i giovani studenti per ogni minimo errore.
Nelle scuole le lezioni duravano tutto il giorno e per imparare l'uso corretto degli oltre 500 segni si impiegavano più di 10 anni. Molti ragazzi lasciavano la scuola prima di terminare il proprio ciclo di studi. Quelli che ce la facevano, avevano un lavoro garantito e godevano di molta considerazione.

SUMERI E BABILONESI

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