Il vulcanismo secondario

Quando un vulcano è in fase di quiescenza o si sta spegnendo possono verificarsi fenomeni di vulcanismo secondario, sostanzialmente emissioni di gas o di acqua calda che possono manifestarsi nei seguenti modi:


  • fumarole: sono emissioni di vapore acqueo dall'aspetto fumoso in cui si rintracciano modeste quantità di zolfo e anidride carbonica
  • solfatare: sono importanti emissioni di vapore acqueo in cui la quantità di zolfo e anidride carbonica è notevole
  • mofete: sono emissioni di anidride carbonica
  • putizze: sono emissioni di biossido di carbonio e solfuro di idrogeno a bassa temperatura
  • soffioni: sono spruzzi violenti di vapore acqueo ad altissima pressione e temperatura, se è presente anche l'acido borico si parla di soffioni boraciferi. La temperatura di queste emissioni può raggiungere i 200 gradi e la pressione altissima che genera i soffioni li rendono idonei per la produzione di energia elettrica
  • geyser: gli spruzzi di vapore acqueo si intervallano a quelli di acqua, la violenza di questi getti fa si che possano raggiungere anche i 60 metri d'altezza
  • sorgenti termali: la presenza di sali minerali e la temperatura dell'acqua possono originare le sorgenti termali, acque benefiche per cure terapeutiche.


In Italia si verificano in abbondanza fenomeni di vulcanismo secondario che interessano numerose zone come le solfatare di Pozzuoli e le fumarole delle isole Eolie.


Commenti