La casa nella preistoria: dalle capanne alle città


Casa dolce casa... è nella casa che si rispecchiano abitudini e stile di vita di chi le abita, e anche nella preistoria la casa era quel luogo, il più  sicuro possibile, dove potersi riposare e dove svolgere le attività quotidiane come cucinare e crescere i figli.

Già l'homo habilis si era cimentato nella costruzione delle prime capanne rudimentali, ripari costruiti con rami d'alberi stabilizzati da pietre e coperti con semplici frasche, erano poco più che tettoie utili per difendersi dalla pioggia e dal sole ma la sicurezza preistorica arriva con il fuoco e da tutta la rivoluzione che ne deriva, e dunque con l'homo erectus.
Le capanne dell'Homo Erectus sono semplici come quelle costruite dall'homo habilis, vengono costruite in gruppi per ospitare tutti i componenti del clan e circondate da fuochi da campo per proteggerle dagli attacchi degli animali feroci. Sono capanne temporanee in quanto ci si spostava spesso per cercare nuove zone di caccia, i rami e le pietre si recuperavano nei pressi degli accampamenti ma ogni volta che ci si spostava si portava dietro il fuoco, mettendo le braci vive in una coppa d'argilla. Questo almeno fino a quando non si è scoperto come "fabbricare" il fuoco...indispensabile per sopravvivere in un clima sempre più freddo...

dove viveva l'uomo preistorico, la storia della casa
Con il cambiamento climatico e con le migrazioni nelle zone più interne dell'Europa e dell'Asia la guerra al freddo diventa una dura battaglia da combattere per sopravvivere e le capanne vengono costruite all'interno di grotte, queste grotte erano già le case di orsi e di iene, animali che vengono cacciati proprio grazie al fuoco per impossessarsene.

In molte grotte utilizzate nella preistoria sono stati rinvenuti crani di orsi, deposti con cura all'interno di buche nel terreno rivestite di pietre, forse il culto dell'orso era legato a un rituale religioso o forse era un modo per rispettare chi in quella grotta aveva vissuto prima dell'uomo.  Costruire le capanne al riparo delle grotte permetteva di isolarle il più possibile dal vento, dall'acqua, dal gelo e dall'umidità  dell'esterno.   Anche le ossa e le zanne di grandi animali come i mammut diventano materiale edile utilissimo per la costruzione delle capanne mentre le frasche vengono sostituite dalle pelli, conciate anche per confezionare gli abiti. A questa operazione provvedono le donne, stendendo la pelle per terra e tenendola ben tesa fissandola con dei picchetti, poi vengono pulite da tutti i residui di carne e di grasso con un raschietto e stese ad asciugare vicino al fuoco. Ora le pelli sono pronte per essere tagliate con pietre appuntite e cucite tra di loro con strisce di duro cuoio, operazione non facile che solo con l'invenzione dell'ago permetterà una maggior creatività, introducendo per esempio l'utile cappuccio negli abiti. L'ago si otteneva da pezzi di osso o legno lavorati con una selce appuntita, una estremità doveva essere aguzza e l'altra abbastanza grande da potervi praticare un foro al centro. Quella dell'ago fu un'invenzione importantissima perché permise di confezionare gli otri, sacchi di pelle utilizzati per conservare l'acqua, ma anche per cucinare: si appoggiavano a treppiedi di bastoni piantati nel terreno, si riempivano con acqua, carne e verdure e si buttavano all'interno pietre arroventate, che venivano sostituite man mano che si raffreddavano... e la zuppa era servita!

Le case seguivano i flussi migratori degli animali, le popolazioni vivevano di caccia e di quel che la natura offriva spontaneamente, le capanne seguivano quindi il corso delle stagioni e delle risorse, i fiumi primaverili ricchi di pesce, i percorsi delle mandrie...  Nelle regioni molto fredde gli uomini preistorici impararono a costruire le case interrate per difendersi dai venti gelidi altrimenti mortali. Venivano scavati dei rifugi sotterranei con le scapole di mammut utilizzate come pale poi ricoperti con tetti di tronchi d'albero isolati con pelli d'animali, frasche e terra.
Nelle isole e vicino alle coste le case vengono costruite sotto terra per difendersi dalla tempeste di vento, il tetto si ottiene cucendo numerose pelli insieme e tutto lo spazio delle case sotterranee è costruito in pietra, dalle pareti ai mobili.



ricerca sulla casa nella preistoria

E' con l'agricoltura che si passa dalla capanna alla casa

Si smette di vivere da nomadi alla ricerca del cibo per iniziare a coltivarlo e parallelamente allevando gli animali da carne e da latte, l'uomo ora può mettere radici sul territorio e con lui la casa, che inizia ad assumere il carattere di stabilità e l'aspetto di dimora sempre più accogliente.
Si inizia ad utilizzare il legno, disboscando le foreste che poi si trasformeranno in campi coltivabili, e quando non ci sono foreste si inizia ad utilizzare la pietra intagliata nelle rocce tenere. Le pietre vengono incastrate le une nelle altre e la c
asa prende la forma di un alveare, garantendo tra l'altro un microclima interno ideale in tutte le stagioni.
Le case a graticcio sono costruite con argilla e legno, materiali pratici da reperire e ottimi isolanti per il freddo, i pali vengono conficcati nel terreno ma non in modo continuo, a una certa distanza, tra i pali si infila un reticolo di rami più piccoli che sostengono le pareti erette con l'argilla, e su tutto si costruisce un tetto di paglia o di canne. Le case dei contadini si trasformano presto in vere e proprie fattorie con ricoveri per gli animali, locali per conservare il raccolto, forni per cuocere il pane.

Il passaggio successivo.... è la costruzione delle prime città... con gli ingressi posti sul tetto per difendersi dagli attacchi degli animali o di comunità poco amichevoli...







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