Barbari vs Barbari


I barbari erano, per i romani, gli "altri", i popoli che vivevano secondo diverse regole, usi e abitudini, spostandosi minacciosamente su un territorio imperiale sempre più vasto e difficile da controllare e venivano considerati con disprezzo, come popoli incivili e rozzi.

Che i letterati romani peccassero di arroganza è indiscutibile, e quel che resta oggi nel termine "barbaro", oltre alla miope visione di una decadente istituzione, è l'identificazione di culture autentiche e spontanee, di abitudini alternative sopravvissute alle imposizioni di autorevoli timori.

Barbari contro barbari, quindi, non significa necessariamente scontro, così come Unni non significa necessariamente Attila il "flagello di Dio". 

Certo è che in quel lungo percorso che intrapresero le carovane Unne nelle loro zingarate, le occasioni di incontro e di scontro con altri popoli erano all'ordine del giorno. Nella maggior parte dei casi, però, la convivenza era pacifica e i rapporti con altri clan proficui e vantaggiosi per entrambi. 

Gli unni non difesero mai un'etnia elitaria ma si dimostrarono sempre accoglienti verso chi volesse unirsi o allearsi, tanto che ci furono anche soldati romani che decisero di seguire i condottieri unni abbandonando i ranghi militari imperiali, molti popoli accettarono di essere "sottomessi", instaurando così vantaggiosi scambi commerciali e rapporti economici o di collaborazione lavorativa, altri fuggirono per non doverlo fare, e altri ancora si scontrarono con loro, come nel caso degli Alani.

Gli Alani erano un popolo di provenienza iranica, originari quindi della Persia o comunque della zona centrale dell'Asia, alti e biondi sono descritti come uomini molto belli e guerrieri straordinari. Proprio come gli Unni, gli Alani erano un popolo nomade votato al culto bellico anche se considerati leggermente più civilizzati degli Unni, quasi a voler sottolineare, con questa differenza, che gli Alani venivano più facilmente accettati e integrati nelle tante corti che raggiunsero, come mercenari prima e come cittadini poi.

il popolo degli Osseti
Le capacità belliche di Unni e Alani erano molto simili, nessuno dei due possedeva un'arma segreta agli altri, nonostante ciò la tenacia degli Unni sfiancò gli Alani, che diventarono quindi il primo popolo che occupava vaste aree controllate dagli Unni ad accettarne il dominio. Naturalmente, anche tra gli Alani ci furono clan che non vollero accettare la supremazia Unna e che preferirono spostarsi altrove, in Ossezia per esempio vive ancora oggi un popolo di discendenza alana.

Altri importanti incontri e scontri ci furono con i Sarmati, popolo di origine indoeuropea ricordato dai Greci come quello delle Amazzoni in quanto anche le giovani donne prendevano parte alla vita guerriera. I Sarmati adottarono le armi unne e le tecniche di combattimento, e vi furono Sarmati nell'esercito di Attila come in quelli avversari. 

Tra i popoli sottomessi e quindi alleati c'erano poi molte tribù germaniche come  i Gepidi, i Quadi e gli Eruli, tra la guardia scelta di Attila  poi molti erano gli Sciri, tribù di guerrieri originari della Russia meridionale. Anche i rapporti con i Gepidi, nomadi originari della Scandinavia che divennero vicini di casa degli Unni in Ungheria furono commercialmente utili a entrambi.

Avanzando così, gli Unni esercitavano il controllo su un territorio sempre più ampio, arrivando infine a scontrarsi con gli Ostrogoti, un popolo che aveva fondato una ricca monarchia e che viveva di agricoltura, con un buon esercito che controllava un ampio territorio. Gli scontri con l'esercito videro però la vittoria degli Unni, che arrivarono in questo modo a presidiare il Danubio e a volgere lo sguardo con il confine orientale dell'Impero Romano.

Quello Unno era un impero sterminato, senza però essere un impero. Agli Unni, e in particolare ad Attila, non interessava il possesso materiale di una terra che materialmente non sfruttavano, non essendo contadini, ma rispettavano le popolazioni che riconoscevano la loro superiorità e la supremazia dei conquistatori. Per il resto non si intromisero mai nelle culture con cui, alla fine convissero, non imposero una religione, non issarono bandiere e non scrissero leggi, quello che chiesero furono contributi, economici o in natura, che potessero tangibilmente contribuire alla loro vita, e oro, quell'oro di cui tanto erano avidi, agli occhi dei romani, soprattutto quando sapevano di poterne estorcere facilmente con le minacce e con la paura, sfruttando forse, anche in parte, quella nomea che proprio dai romani era stata attribuita loro e che li dipingeva come crudeli, incivili, rozzi... barbari!



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