L'homo habilis

L'homo habilis visse circa due milioni di anni fa in Africa
Rispetto al suo predecessore, l'australopiteco, l'homo habilis presentava già i segni di un'evoluzione fisica e mentale, era infatti più alto e aveva un cervello più grande. Sviluppando maggiormente il cervello, l'homo habilis comprese che poteva utilizzare i materiali a sua disposizione per creare degli strumenti che l'avrebbero aiutato nella vita quotidiana, per cui iniziò a lavorare la pietra per creare dei chopper, ovvero delle lame più o meno affilate.
La pietra che meglio si prestava a questa lavorazione, permettendo di essere scheggiata facilmente e di creare delle asce utili all'estrazion
e di radici dal terreno o di carne dagli animali, era la selce.


L'homo habilis camminava ormai con sicurezza su due gambe. 
L'homo habilis viveva prevalentemente sugli alberi, tra la vegetazione in cui scendeva di giorno per procurarsi il cibo, e in seguito anche nelle caverne, in cui cercava riparo. Viveva in piccoli gruppi in cui ogni componente aveva un compito preciso, i piccoli si dedicavano alla raccolta delle bacche, altri utilizzavano dei bastoni per sradicare radici commestibili e i maschi adulti andavano alla ricerca di carne di animali già morti, che poi spolpava con i primi chopper rudimentali. Comunicava con i suoi simili attraverso gesti e versi, non ancora un vero e proprio linguaggio ma una sorta di vocìo che gli permetteva di identificare i suoi simili e di interagire con loro. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

cosa facevano le femmine?

Anonimo ha detto...

Raccoglievano frutti selvatici e radici

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