La civiltà micenea

La civiltà micenea nacque nel Peloponneso intorno al 1600 aC, quando un popolo nomade, gli achei, vi si stabilì. 

Micene era la città più importante, ed è da Micene che deriva proprio il nome dei micenei. Intorno al 1450 a.C. ci furono fervidi scambi culturali con la civiltà cretese, dal quale il popolo dei micenei imparò a navigare, a commerciare, a lavorare il bronzo e le tecniche dell'artigianato e quando la civiltà cretese scomparve iniziò il periodo di massimo splendore per la civiltà micenea.



Le città fondate dagli Achei furono numerose, tra queste oltre a Micene si ricordano Argo, Pilo, Tirinto e Sparta, tutte politicamente indipendenti e governate da un proprio re, spesso in lotta tra di loro e per questo fornite di fortificazioni ed edificate su alture da cui era più facile controllare il territorio. 



A differenza della civiltà minoica, in cui il re abitava nel palazzo e attorno a lui si trovavano le case del popolo, dentro le mura di Micene abitavano solo i nobili e i ricchi proprietari terrieri, assieme al re, mentre il popolo risiedeva fuori le mura. 

Il popolo praticava l'artigianato e l'agricoltura mentre i nobili erano i guerrieri dell'esercito, infatti solo i nobili potevano permettersi le armi e i carri destinati alla guerra, che rivestiva un ruolo molto importante nella civiltà stessa. 


Quando una città entrava in guerra era il re a guidare l'esercito, seguito dai guerrieri che spesso erano considerati veri e propri eroi, tutti educati nel culto militare fino da piccoli. 



Le armi e gli scudi erano in bronzo, realizzati da artigiani che godevano di grande stima tra il popolo perchè da loro dipendeva il buon esito delle battagllie, proprio perchè di bronzo queste armi erano molto pesanti, e questo ci fa capire che i micenei dovevano avere una stazza molto imponente. 

Re e guerrieri viaggiavano su veloci carri da guerra mentre il resto dell'esercito li seguiva a piedi.


I micenei si distinsero molto anche per le rotte commerciali, infatti si spinsero oltre ai paesi raggiunti dai cretesi e si trovano tracce del loro pasaggio in Spagna, Inghilterra e alcune zone del mar Baltico. 


I prodotti che scambiavano erano prevalentemente la lana e il lino, lavorati dalle donne, e in cambio acquistavano stagno, rame e ambra. 
La cultura micenea era improntata su un profondo culto dei morti, i re venivano sepolti in tombe monumentali e con una maschera d'oro che ne ricopriva il volto.




Alcune vicende epiche degli Achei sono giunte sino a noi grazie alle opere di Omero che scrisse l'Iliade, in cui si narrano le vicende della guerra combattuta tra le città achee e la città di Troia, anche chiamata Ilio, nell'Asia Minore, e l'Odissea, dove si narrano le vicende di Ulisse, anche chiamato Odisso, uno dei re Achei che aveva preso parte alla guerra. Probabilmente questi poemi rappresentano la trasposizione letteraria ed enfatizzata di quelle che erano le vicende allora narrate dai cantastorie, un po' mito, un po' leggenda, un po' realtà. 


Per quanto il popolo dei Micenei fu grande e valoroso, fino a circa 150 anni fa gli storici dubitavano fortemente della loro reale esistenza consegnandoli più al mito che alla realtà e alla fantasia di Omero, fu l'archeologo tedesco Heinrich Schiliemann che riusciì a dimostrare l'esistenza delle tracce di Micene e di Troia, riportandole alla luce attraverso scavi archeologici che hanno permesso poi di ricostruire pezzo per pezzo le abitudini e le vicissitudini di questo popolo. 

Così come era successo alla civiltà minoica, anche per quella micenea iniziò un periodo di declino in seguito al quale scomparve, e questo avvenne intorno al 1200 aC. La scomparsa del popolo è da attribuirsi a feroci guerre combattute contro gli Elleni, le nuove popolazioni indoeuropee che si erano stabilite in Grecia. La superiorità militare degli Elleni è probabilmente da attribuire all'uso del ferro, metallo che i greci conoscevano e utilizzavano nella realizzazione delle proprie armi che risultavano così più leggere e più potenti di quelle in bronzo.
Leggi anche:

7 commenti:

  1. Con che città commerciavano?

    RispondiElimina
  2. Chi lo ha scritto e quanto ė intelligente?
    É un'insegnante?uno studaent?
    Il testo è lungo ma moto interessante. =) :)

    RispondiElimina

E tu cosa ne pensi? Ti va di lasciarmi un commento?