L'esercito dell'antica Roma

La cultura dell'antica Roma non era votata al pacifismo, come fu per esemio la civiltà minoica, che si estinse. Roma estese i suoi confini grazie ad accordi commerciali ma soprattutto grazie alle guerre. La politica espansionistica fu una costante nei vari secoli in cui Roma dominò, dapprima nel Lazio, poi nell'Europa, in Asia e in Africa. 

Roma investì moltissimo negli sforzi bellici, sia in termini di ingegneria e, soprattutto, nel numero di uomini.
La macchina da guerra romana mise a punto e utilizzò armi distruttive di grande impatto: la catapulta per esempio, utilizzata per lanciare grandi pietre oltre le mura nemiche, e l'ariete, utilizzato per sfondare le porte delle città da assediare.


Furono ingegnosi anche nelle tattiche militari e misero a punto strategie che si rivelarono vincenti, come la tecnica della testuggine che permetteva ai soldati di avanzare in gruppo difendendosi su tre lati con gli scudi per evitare le frecce nemiche.

La storia dell'esercito Romano è una storia lunga come i secoli che attraversa, se inizialmente combattere per difendere Roma era un privilegio, oltre che un dovere, con il passare del tempo divenne anche un lavoro.
Inizialmente, infatti, quello del soldato non era considerato un mestiere, e conseguentemente non era retribuito. Tutti gli uomini, dai 17 ai 60 anni di età, potevano essere chiamati per combattere, ma dovevano farlo a proprie spese, acquistando armi e armature. I patrizi partivano per le battaglie potendo contare su una preparazione militare professionale, partivano in buona salute, seguendo una buona e varia dieta e allenati nel corpo da numerose attività sportive. Potevano investire in armature e armi, viaggiare sul proprio cavallo e farsi servire dal proprio attendente.
I contadini dovevano abbandonare le proprie terre, che nessuno avrebbe coltivato in loro assenza, partivano con alte motivazioni patriottiche ma, se tornavano, si scoprivano più poveri di prima...


Nel I secolo a.C. ci fu la riforma dell'esercito, voluta da Mario, e fare il soldato divenne un mestiere, una professione retribuita. Potendo contare su uno stipendio, anche i più poveri potevano avere i mezzi per equipaggiarsi ed entrare a pieno titolo in una carriera militare che sarebbe durata almeno 25 anni e che sarebbe terminata con l'assegnazione di una pensione consistente in terreni, parte dei bottini di guerra.

L'esercito Romano era suddiviso in legioni composte da 4.000/6.000 fanti, ogni legione era suddivisa in coorti, centurie e manipoli. I cittadini più ricchi potevano fare parte della cavalleria.

La vita militare prevedeva grandi spostamenti, duranti i quali i soldati organizzavano accampamenti in zone pianeggianti. Negli accampamenti romani venivano tracciate due lunghe strade che si incrociavano ad angolo retto, queste strade erano chiamate Cardo e Decumano. Tutto intorno venivano alzate palizzate in legno, e un'ulteriore difesa era costituita da un fossato che circondava l'accampamento. All'interno, con ordine, si trovavano i magazzini, te tende dei legionari, le cucine. Al centro si trovavano la tenda del console e quella degli ufficiali.

Le guerre potevano durare anche molti anni, e in questo periodo gli accampamenti crescevano, trasformandosi spesso in veri e propri centri abitati. Moltissime città ancora oggi portano i segni degli antichi accampamenti da cui hanno avuto origine, con le due strade perpendicolari.

Se volete approfondire la vostra ricerca sulle armi, usi e costumi della vita militare dell'antica Roma potete visitare il blog dedicato ai soldati romani del tardo impero, creato da un vero appassionato dell'argomento.

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