La Roma repubblicana


Con la caduta dell'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, avvenuta nel 509 a.C., Roma concluse la fase monarchica dichiarandone il fallimento e si passò alla fase Repubblicana. Il passaggio avvenne grazie ai Senatori, che già affiancavano il Re nella gestione delle scelte pubbliche, e che riuscirono a recuperare il potere in proprio favore.
Il Senato, quindi, divenne l'organo decisionale di Roma mentre il compito di fare applicare quanto disposto dal Senato fu affidato a due consoli, eletti dal Senato stesso e con un incarico che durava un anno. In casi eccezionali, per esempio nel corso di guerre particolarmente aspre, i due consoli potevano essere sostituiti da un dittatore che esercitava tutti i poteri e il cui incarico durava sei mesi, terminati i quali veniva destituito per ridiscutere la situazione politica dal Senato.

La Repubblica così costituita era una repubblica di tipo oligarchico, ossia il potere era concentrato nelle mani di poche persone, nobili e facoltose, e non tutta la popolazione aveva accesso alle cariche pubbliche. Ancora oggi si può leggere su molti monumenti dell'antica Roma l'incisione "S.P.Q.R.", che significa "Senatus PopulusQue Romanus" ossia "il Senato e il Popolo romano", sigla che esprime molto chiaramente la distinzione tra le due figure.

Fin dalla sua nascita, Roma fu al centro di scontri e guerre, prima per la difesa dei territori da parte dei popoli confinanti (Etruschi, Equi, Sabini, Volsci e Latini) che temevano l'eccessivo espansionismo di Roma.

La città nemica di Roma più agguerrita era Veio, conquistata e distrutta dai romani nel 395 a.C. in seguito a un memorabile assedio durato ben 10 anni, proprio come quello di Troia. Roma subì anche gli attacchi dei celti, il popolo che i romani chiamavano Galli e che si era insidiato nella Pianura Padana, questi scesero a Roma, l'attaccarono sconfiggendola, la saccheggiarono e l'incendiarono.

Ma Roma era forte, e riusciva sempre a reagire a rafforzarsi, continuando a crescere e ad ampliare i propri territori. Dopo avere conquistato i popoli circostanti iniziò a estendere le proprie mire di espansione sul resto dell'Italia, incontrando spesso nemici temerari in grado di fronteggiarla e con cui sostenne lunghi conflitti, come nel caso dei sanniti, una popolazione che abitava tra l'Abruzzo e la Campania e con cui si scontrò tra il 343 e il 290 a.C., riuscendo infine nel proprio intento di conquista.
Sconfitti i sanniti Roma estese i suoi interessi sulle città della Magna Grecia e attaccò Taranto, che chiese aiuto a Pirro, il re dell'Epiro (l'attuale Albania) per difendere il proprio territorio. Pirro, attratto dall'idea di ampliare i suoi domini, sbarcò a Taranto con un forte esercito e una ventina di elefanti da combattimento. Gli animali inizialmente confusero i romani, che non li conoscevano, ma presto impararono a difendersi usando il fuoco, si organizzarono e riuscirono a sconfiggere l'esercito di Pirro presso la città di Malevento, che per l'occasione fu ribattezzata Benevento. Le conquiste della Roma Repubblicana furono tante, tutta l'italia meridionale divenne territorio romano.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2017
Se questa pagina ti è stata utile, sostienila con un like, una condivisione o un commento. Grazie!
stampa la pagina

Commenti