Da Giulio Cesare all'Impero Romano, inizio e fine del secondo triumvirato

Abbiamo letto la storia di Giulio Cesare e abbiamo assistito alle sue grandi vittorie sui campi di battaglia, nonchè alla sua fine voluta dagli oppositori nemici, aristocratici del senato. 
Cesare nella sua vita fu anche scrittore, nelle pagine del De Bello Gallico racconta la guerra in Gallia sotto forma di diario e nel De Bello Civili racconta la guerra civile contro Pompeo e il senato, testimonianze storiche che aiutano a comprendere il clima politico del periodo e le motivazioni e gli ideali che lo sostenevano nel perseguire i suoi obittivi.   

Giulio Cesare era il più alto rappresentante del partito democratico, dotato di grandi capacità militari e politiche, fu molto amato dal popolo e dai personaggi più progressisti ma ebbe anche numerosi nemici, potenti e influenti, come Cicerone, prefetto del senato e suo oppositore che pur riconoscendone le importanti doti che gli permisero di raggiungere grandi obiettivi lo considerava accecato dall'ambizione del potere.

Con la morte di Cesare a Roma si scatenarono grandi disordini che costrinsero i congiurati a scappare in Oriente, l'eredità politica di Cesare fu raccolta da un secondo triumvirato composto da Marco Antonio, luogotenente dell'esercito che aveva combattuto con Cesare in Gallia, Ottaviano, nipote ed erede di Cesare, ed Emilio Lèpido, quest'ultimo diveterà il pontefice massimo, ossia il capo del potere religioso mentre Marco Antonio e Ottaviano, dopo aver raggiunto e sconfitto i congiurati a Filippi (in Macedonia) si divideranno le province d'Oriente e di Occidente.



Antonio parte quindi alla volta dell'Egitto, dove sposa la regina Cleopatra, Ottaviano temendone le ambizioni politiche, spalleggiato dal Senato, da il via alla terza guerra civile che culminerà con la vittoria di Azio, in Grecia, in seguito alla quale Antonio e Cleopatra, sconfitti, si toglieranno la vita. Siamo nell'anno 31 aC.

Ottaviano, uomo astuto e prudente, non si autoproclamò unica autorità politica di Roma ma fece in modo che fosse il Senato stesso a riconoscergli quel ruolo, nominandolo tribuno della plebe prima, proconsole di tutte le province poi e infine anche pontefice massimo. 

Nel 27 aC sempre il senato gli conferì il titolo di "Augusto" ossia degno di venerazione, e lo consacra a Imperatore.
E' quindi con Ottaviano che la storia di Roma diventa la storia dell'Impero Romano.

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