La storia della scrittura - approfondimento e video

La storia della scrittura (video)


riassunto sulle origini della scrittura per la scuola
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La scrittura è stata la prima invenzione della storia perché proprio la scrittura segna il passaggio dalla protostoria alla storia!


Ma chi? perché? come? e quando? scrisse la prima pagina della storia!

Prima della scrittura arrivarono i numeri, introdotti dalla comune necessità di fare dei calcoli, a prop calculus, sassolino… . Il sistema dei ciottoli è primordiale, semplice e funzionale, in un recipiente di terracotta si inserivano tanti sassolini quanti erano i beni da contare. In questo modo per esempio i pastori potevano sapere quanti animali possedevano e controllare di non perderne.
osito... la parola calcolo deriva dal latino
Nell’antica Mesopotamia dove le pietre erano poche e l’argilla abbondava, questi sassolini furono realizzati in argilla e iniziarono ad assumere forme diverse per esprimere insiemi di grandezze diverse.


Presso i templi sumeri, le Ziqqurat, venivano immagazzinate grandi quantità di merci, i tributi che i cittadini dovevano pagare alle città stato.

Inizialmente il compito di tenere i conti delle contrattazioni era affidato ai sacerdoti che dovevano memorizzare tutti i dati, compito assai difficile che divenne impossibile con l'ulteriore crescere e proliferare degli scambi cittadini.

5000 anni fa, presso il tempio di Anu, nella città di Uruk si sviluppò un intenso traffico commerciale e fu necessario adottare un sistema di calcolo più efficiente che permettesse di registrare in modo preciso grandi quantità di merci diverse. In questo scenario compare la scrittura pittografica, quella basata sull’interpretazione del disegno, la più immediata delle forme d’espressione!

Su tavolette di argilla fresca successivamente messe ad essiccare venivano incisi simboli e tacche per rappresentare gli oggetti e quantificarli, i pittogrammi che raffiguravano un oggetto erano incisi con steli appuntiti e le quantità con steli arrotondati impressi con angolature diverse per esprimere diversi valori.

Queste rappresentazioni grafiche permisero alla scrittura di manifestarsi esprimendo la propria utilità e accrescendo il livello culturale della società ma avevano dei limiti, erano soggette all’interpretazione e non potevano esprimere con esattezza le sfumature di pensiero che la nostra scrittura ci concede. Era una forma di scrittura estremamente semplificata e diretta, non includeva un codice grammaticale e non spaziava in un vasto vocabolario perché lo scopo di queste registrazioni era prettamente commerciale e amministrativo.

Si trattava di una forma comunicativa spontanea che poteva essere compresa da chiunque semplicemente osservandola e interpretandola, ma richiedeva molto tempo, troppo per i ritmi intensi con cui cresceva e si sviluppava la civiltà sumera.

I pittogrammi divennero sempre più stilizzati e rapidi , le curve si smorzarono fino a divenire tratti dritti, i segni cambiarono direzione, verticalizzandosi, per rendere più scorrevole e ordinato il testo, fino a perdere completamente la forma e l’immediatezza del disegno originario

trasformando il soggetto in un’idea ed evolvendosi da scrittura pittografica a scrittura ideogrammatica, in grado di esprimere non solo oggetti e azioni ma anche teorie e idee astratte.

Un esempio molto efficace di ideogramma è il numero arabo, se scriviamo il numero 9 immediatamente lo comprendiamo come tale, in tutte le lingue che utilizzano lo stesso carattere grafico.

La scrittura ideografica non era più accessibile a tutti, occorreva conoscere la chiave interpretativa che attribuiva un diverso significato ai simboli raffigurati, la scrittura era diventata una forma d’espressione complessa appannaggio di pochi ed esercitata dalla casta degli scribi.

Edubba, la casa delle tavolette, la scuola degli scribi sumeriGli scribi erano persone di origini nobili e benestanti che dedicavano almeno 20 anni della loro vita allo studio delle centinaia di caratteri nella scuola delle tavolette, l’edubba, per poi esercitare una professione d’elite che garantiva accesso a cariche prestigiose e importanti, che si tramandavano di padre in figlio.

Tra le civiltà che utilizzarono la scrittura ideogrammatica troviamo quella egizia e quella cinese che la utilizza ancora oggi.

La scrittura sumera subì un’ulteriore trasformazione quando divenne scrittura cuneiforme, allontanandosi definitivamente dall’immagine dell’oggetto da rappresentare per basarsi su un concetto di sillabazione linguistica.

Anche i pennini si adattarono a questo nuovo metodo di scrittura, gli stili precedentemente utilizzati vennero sostituiti da altri che imprimevano un segno a forma di chiodo, o meglio, di cuneo… !

L’evoluzione della scrittura nell’antico Egitto fu differente da quella sumera perché le risorse dell’Egitto erano molto più pratiche: il papiro cresceva rigoglioso e offriva rotoli di fogli naturali in cui poter scrivere, disegnare e dipingere con grande facilità.

Questa era la scrittura ieratica, che possiamo definire il corsivo, la scrittura correntemente utilizzata dagli egiziani, a cui corrisponde però uno stampatello monumentale , quello dei geroglifici, solennemente scolpiti nella pietra dei templi o delle tombe per imprimere un messaggio destinato a durare nel tempo.

Anche nell’antico Egitto la scrittura era ideografica e preclusa alla maggior parte della popolazione.

La scrittura fonetica fu introdotta dai Fenici e dai Greci ed è basata sull’associazione di un carattere ad un suono, riproponendo in forma scritta la versione orale del concetto che si vuole esprimere, Ad ogni suono corrisponde una lettera e conoscendo la giusta combinazione di suoni è possibile costruire le parole. Questo è il nostro sistema di scrittura.






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