Il merlo


Il merlo appartiene agli ordini dei passeriformi e alla famiglia dei turdidi, il suo nome scientifico è Turdus Merula. Dopo il passero, il merlo è il passeriforme più comune e diffuso in Italia e in Europa, dove scansa solo la fredda Scandinavia, vive inoltre in Asia, nell'Africa nord-occidentale, nelle Canarie, nelle Azzorre ed è stato introdotto in Australia e Nuova Zelanda. 
In Italia il clima mite gli permette di vivere in modo stanziale mentre dai paesi più freddi d’inverno migra in quelli più caldi. 
Vive comunemente nei boschi ma si avvicina anche agli ambienti urbani abitati dall'uomo se trova luoghi adatti per nidificare e per procurarsi il cibo, in pratica se ci sono alberi, cespugli e macchie di verde. I merli che vivono nelle zone abitate dall'uomo hanno sviluppato confidenza con i rumori e sono meno impressionabili e più socievoli, quelli che vivono all'interno dei boschi sono molto più schivi e timorosi. 
I maschi sono facilmente riconoscibili per il folto manto nero incorniciato da un acceso tocco di colore giallo arancione del becco e del contorno degli occhi e possono raggiungere i 25 centimetri di lunghezza con un’apertura alare di 30-40 cm. 
Le femmine, leggermente più piccole dei maschi, hanno il manto castano che diventa quasi bianco sulla gola e il becco bruno, caratteristiche che si ritrovano anche negli esemplari non ancora adulti. 
Agili e aggraziati nei movimenti, il volo dei merli è sicuro e leggero. 

In natura vivono generalmente 2 o 3 anni ma in cattività, se allevati con le giuste condizioni, possono avere una vita molto più lunga, addirittura superare i 20 anni di vita. 

Canterini per definizione, i merli hanno la capacità di imparare con facilità qualsiasi melodia e di ripeterla senza sosta. Quando vogliono esibirsi si posizionano sulla cima di un albero, proprio come se fossero su un piedistallo, e zirlano allegramente richiamando l’attenzione di altri merli che, a loro volta, rispondono ripetendo lo stesso canto, senza mai sovrapporsi gli uni con gli altri, improvvisando dei veri e propri concerti. Quando il merlo è spaventato il suo verso diventa cupo e inquietante, comunicando così l’avvicinarsi di un pericolo. 
Le coppie si formano con l’avvicinarsi della stagione riproduttiva, in questo periodo i merli che sono tendenzialmente degli uccelli sociali diventano più solitari per concentrarsi sulla ricerca del proprio partner, con cui trascorreranno il resto della vita e per allontanare eventuali rivali, ma, curiosamente, sono anche numerosi i merli che restano tranquillamente “single” per tutta la vita. 

Se le coppie sono monogame e stabili nel tempo non lo sono altrettanto le loro case, per ogni covata infatti viene costruito un nido nuovo ed è la femmina a scegliere il posto adatto dove comporre, con l'aiuto del compagno, il cestino a forma di coppa realizzato intrecciando fili d’erba e ramoscelli morbidi e foderandolo poi internamente con piume e muschio per renderlo più confortevole. La femmina depone le uova 3, anche 4 volte nell'arco della stagione riproduttiva che va dalla primavera all'estate, il primo nido viene costruito tra i cespugli o negli anfratti del terreno perché gli alberi sono ancora spogli, i nidi successivi saranno edificati ad altezze sempre superiori potendo contare su una vegetazione sempre più rigogliosa in grado di nasconderli e proteggerli. Le uova, mediamente da 3 a 6 per ogni covata, sono di un colore azzurrino punteggiato di giallo, la femmina le cova per due settimane sostituita dal compagno quando si allontana per cercare il cibo e per sgranchirsi un po’ le ali. Il maschio non si allontana di molto dal nido, si apposta di vedetta e vigila, all'occorrenza manda il suo richiamo di pericolo e la femmina, udendolo, si appiattisce nel nido per nascondersi, pronta a difendere con la sua vita quella dei piccoli. 
I piccoli nascono ciechi, senza piume e con una fame continua che richiede, per altre due settimane, un'imbeccata di vermicelli pressoché continua da parte dei genitori. A 10 giorni i piccoli hanno gli occhietti aperti e iniziano a crescere le prime piume e quando, verso la terza settimana, lasciano il nido, non sono ancora in grado di badare a se stessi e hanno ancora bisogno di esercitarsi molto per prendere confidenza con il volo, si nascondono quindi tra i cespugli attendendo silenziosamente le visite dei genitori che continuano a procurare loro il cibo fino a quando ne avranno bisogno. Il tasso di mortalità dei piccoli è molto alto, la prima covata difficilmente sopravvive al freddo che può ancora sopraggiungere, e se anche il tempo è clemente in agguato ci sono sempre tanti predatori come gatti, volpi e rapaci. 
I merli sono onnivori, sono ghiotti di frutta quali fragole, mele, pere, ciliegie e fichi ma si cibano anche di bacche e semi e molti insetti quali ragni, coleotteri e millepiedi, che prediligono nella stagione dell’accoppiamento. Un merlo che vive in un frutteto beccherà qualche frutto ma compenserà il contadino mangiando molti insetti nocivi. Il merlo è protetto in Italia e può essere tenuto in cattività solo se in cattività è già nato, con le opportune certificazioni e inanellato.



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