L'esercito - I Greci

La storia della penisola balcanica ci narra di innumerevoli guerre e lotte continue, e dall'arrivo degli Achei nel XIII secolo AC fino ad Alessandro Magno queste guerre sanguinose contribuirono al mutare dell'assetto politico greco.
Prima delle città stato la guerra era riservata ai nobili che incarnavano la professione di guerrieri per nascita e scendevano sui campi di battaglia con i loro carri e con le loro armi di bronzo.
Dal VII secolo in poi l'esercito si strutturò in modo diverso e più articolato.

A Sparta la vita militare copriva l'intera vita dei cittadini di diritto, i discendenti degli antichi patriarchi che vivevano costantemente in un regime militare per evitare che la popolazione sottomessa potesse ribellarsi o che altre città stato potessero avanzare.

Ma nel resto della Grecia la vita militare rappresentava un momento della vita e non l'intera esistenza.
Ad Atene la ferma militare durava due anni, trascorsi i quali i cittadini potevano essere richiamati alle armi solo in caso di necessità.

Nei campi di battaglia i protagonisti decisivi delle azioni erano gli opliti, i fanti con l'armatura pesante, affiancati da truppe di frombolieri, arcieri e lanciatori di giavellotto, talvolta anche dalla cavalleria. C'era poi un nutrito corpo di truppe ausiliarie, folle di non combattenti che viaggiava al seguito dell'esercito e che spesso ne era anche più numeroso: portatori di armi, fabbri, genieri, medici militari e addirittura indovini. Durante gli spostamenti nel territorio per raggiungere i cambi d'azione le truppe militari si disponevano attorno a questi non combattenti per proteggerli durante il percorso.

Filippo II di Macedonia, il padre di Alessandro Magno, ridisegnò la strategia bellica balcanica affiancando stabilmente la cavalleria alla fanteria e istruendo la falange in modo da creare un'impenetrabile barriera di ferro con le lunghe lance, orchestrando un sistema bellico molto preciso in grado di manovrare tutte le singole componenti dell'esercito in modo funzionale all'azione.

In periodi successivi, e per lungo tempo, si diffuse l'esercito mercenario, professionisti della guerra assoldati per combattere le azioni belliche.

LE ARMI


Proprio come con il tempo mutarono i protagonisti e le formazioni dell'esercito greco, anche le armi cambiarono, soprattutto per l'introduzione del ferro, inizialmente utilizzato esclusivamente per le produzioni di armi.

Fu proprio grazie al ferro che i Dori poterono avanzare nel Peloponneso sopraffacendo gli Achei, dotati di armi di bronzo, e ponendo fine all'era micenea.

Durante l'epoca delle città stato l'oplita, il soldato della fanteria "pesante", era dotato sia di armi d'attacco che da difesa. La corazza in bronzo proteggeva schiena e torace e le gambe erano ricoperte dal ginocchio alla caviglia da gambali di bronzo. A completare l'abbigliamento difensivo c'era lo scudo, utilizzato per parare i colpi. L'offensiva veniva sferrata con spade lunghe circa 60 centimetri con la lama a doppio taglio e con le lance.

Le macchine da guerra furono introdotte dalla seconda metà del IV secolo A.C., si costruirono catapulte in grado di lanciare sassi e frecce e macchini d'assedio come arieti e torri mobili per sfondare le porte delle città da assaltare.

Gli opliti macedoni erano dotati di una lunga lancia di circa 6 metri mentre i cavalieri erano dotati di lancia e spada. Dopo la spedizione di Alessandro Magno in India nell'esercito furono incorporati gli elefanti, utilizzati principalmente per bloccare la cavalleria avversaria.


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