Tolomeo e la grande Alessandria d'Egitto: il faro, il museo, la biblioteca


Molto si è scritto e narrato su Alessandro Magno, molto meno di Tolomeo, eppure, il più fidato e lungimirante tra quei diadochi che si spartirono il suo regno, alla sua morte, fu proprio lui tanto che alcune correnti storiche sostengono che i due fossero in realtà fratelli di sangue e non solo amici. Il padre di Alessandro Magno, il Re Filippo, ebbe molte mogli e ancor più cortigiane e all’età di 14 anni Tolomeo, con la sua famiglia, lasciò l’Eordia, dove era nato nel 367 a.C., per trasferirsi nella capitale macedone, Pella, dove fu inserito nell’ambiente di corte come paggio prima e poi assegnato alla stretta cerchia di collaboratori di Alessandro, più giovane di lui di una decina di anni.

L’amicizia tra i due si irrobustì nei campi di battaglia, tra le mura lussuose di Babilonia, tra le città conquistate e quelle fondate e gli accampamenti allestiti negli spostamenti del Grande Re, conquistatore ed esploratore, e quando Alessandro morì Tolomeo ne trafugò il corpo per portarlo con sé in Egitto, dove avrebbe dato vita alla grande dinastia Tolemaica, quella terminata con Cleopatra nel 30 d.C., l’ultima dei Faraoni.

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Tolomeo riuscì a creare una solida stabilità politica ed economica in quell’Egitto che lo accettò con naturalezza quale Faraone, ma soprattutto, un fervido centro culturale che rese l’Egitto ellenistico, per molti secoli, il più stimolante punto d’incontro tra matematici, scienziati e letterati. 

Alessandria d’Egitto, fondata da Alessandro Magno, divenne la nuova, splendida, capitale Egiziana. Tolomeo fece avviare i lavori di opere di grande ingegno, la più imponente fu il Faro di Alessandria, edificato nell’isola di Pharos prospiciente al porto di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo antico che rimase in funzione fino al 1303, quando fu gravemente danneggiato da un terremoto e successivamente distrutto da un altro terremoto nel 1323.

Tolomeo, l'amico di Alessandro Magno che rese grande AlessandriaIl faro di Alessandria, con i suoi 134 metri di altezza, si può considerare a pieno titolo il primo grattacielo del mondo. Costruito per rendere più sicuro e agevole l’accesso al porto, era visibile per 48 km di distanza, ossia la massima copertura possibile della sua altezza rispetto alla curvatura del globo. Il Faro era costituito da tre diversi livelli architettonici, un’alta base dove si trovavano gli alloggi degli addetti ai lavori e le rampe per il combustibile, una torre ottagonale, centro operativo e tecnico e una costruzione cilindrica che, proprio per la sua forma, fa immaginare che il fascio di luce irradiato seguisse un movimento rotatorio, molto più utile per i navigatori di un punto luminoso statico.
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Durante il giorno il faro indicava l’accesso al porto grazie a specchi parabolici di bronzo lucidato che riflettevano la luce solare mentre di notte era la luce del fuoco a segnalare le vie d’accesso. Il faro fu una costruzione estremamente utile che permise al traffico navale di circolare in sicurezza, controllando il rischio di arenarsi tra i numerosi banchi di sabbia depositati sui fondali. Si trattava di tecnologia avanzatissima e proprio per questo motivo le tecniche di costruzione erano segrete e per lunghissimi secoli il faro di Alessandria fu l’unico esempio di costruzione moderna in un mondo che aveva smesso di evolversi. La costruzione dei fari riprese nel dodicesimo secolo, ma la tecnologia del faro di Alessandria fu recuperata solo nel diciassettesimo secolo. 
Tolomeo non lo vide mai in funzione, morì 2 anni prima del suo completamento, avvenuto nel 280 a.C.

Oltre al faro, Tolomeo fece avviare i lavori del Museo e della Biblioteca.

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Il “museo” non era quello che oggi intendiamo, ossia un luogo di raccolta di cimeli e di testimonianze storiche ma un edificio dedicato alle Muse, le protettrici delle arti e delle scienze. Divenne il luogo di incontro, di discussione e di insegnamento di studiosi, frequentato dagli uomini più dotti ed eruditi di tutto il mondo occidentale, riprendendo quel ruolo già appartenuto alla scuola di Atene.

La Biblioteca, invece, fu qualcosa di assolutamente innovativo, la più importante e probabilmente la prima biblioteca della storia. Gli studiosi che la frequentavano avevano preso l’abitudine di portarsi dietro i propri testi, e così facendo gran parte dei libri del liceo di Atene, la scuola fondata da Aristotele, si trasferirono nella biblioteca di Alessandria.

La ricerca di testi scritti animò lo spirito della città e quando la prima biblioteca, edificata nel perimetro del palazzo reale, fu ormai colma di papiri, se ne costruì una seconda, più piccola e aperta al pubblico.

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Dall’Egitto partivano emissari diretti in ogni direzione alla ricerca di libri da acquistare o ricopiare mentre si deve a Tolomeo Filadelfo, il figlio di Tolomeo I, l’editto faraonico del “fondo delle navi” che permetteva di setacciare tutte le navi che approdavano al porto alla ricerca di libri che venivano poi prontamente copiati dagli scribi e, in copia, restituiti.

La biblioteca arrivò a contenere più di mezzo milione di rotoli di papiro, conservati in vasi o astucci di cuoio, e in ogni papiro potevano essere stati scritti anche più libri. 

Il Museo e la biblioteca erano annessi, e i testi non venivano solo requisiti, copiati e archiviati ma corretti, tradotti e riprodotti sotto ulteriori testi di critica. C’erano sale per la lettura ma anche spazi sperimentali, laboratori di meccanica e di chimica. Tutto il sapere più avanzato e sofisticato del tempo si concentrava nella città di Alessandria. La biblioteca era diretta da un sovrintendente, ruolo di grande prestigio, nominato direttamente dal faraone ed era sempre un grande luminare. Un nutrito team di grammatici e filologi aiutava il sovrintendente a svolgere questo grande lavoro.

La prima biblioteca del mondo arsa dalle fiamme
La biblioteca fu danneggiata ripetutamente nel corso dei secoli, tra il 48 e il 642 dC, ed è difficile dire in quale occasione fu definitivamente distrutta, dando alle fiamme tutto il suo inestimabile contenuto.

Oggi ad Alessandria d’Egitto sorge una nuova biblioteca nata proprio per celebrare la grande Biblioteca di Alessandria e nell’intento di ricreare nuovamente un polo d’incontro culturale di altissimo livello.

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