L'organizzazione amministrativa nell'antico Egitto


Già nel III millennio a.C. lo stato egizio era ben organizzato e retto da un apparato amministrativo efficiente, nonché da principi giuridici notevolmente evoluti.

La figura principale era naturalmente quella del Faraone, che incarnava l'espressione divina e rappresentava l'intermediazione tra il popolo e gli dei, durante tutto l'antico impero egizio il faraone era l'unico a godere di diritti ereditari acquisiti con la nascita, tutti gli altri amministratori dello stato venivano scelti di volta in volta per le loro capacità e non esisteva quella nobiltà ereditaria che verrà introdotta solo successivamente, con la V dinastia.
L'Egitto era uno stato teocratico in cui la religione rappresentava la spina dorsale di tutto l'apparato statale per cui dopo il Faraone, nella scala sociale egizia, troviamo il gran sacerdote, ovvero il sacerdote a capo della città dove ha sede la corte faraonica.
il faraone e i ministeri egiziIl faraone deteneva tutti i poteri, quello deliberativo ed esecutivo, quello giudiziario e quello esecutivo, e li esercitava attraverso alti funzionari da lui stesso nominati, il consiglio dei dieci, un vero e proprio consiglio di governo. In quest'epoca di grande meritocrazia potevano aspirare ad entrare in questo importante organo statale tutti quei funzionari che avevano percorso con successo i diversi gradi della propria carriera che iniziava sostanzialmente con il ruolo di scriba e che poteva accrescere se si dimostrava di essere abili e onesti. Gli scribi egizi erano istruiti e svolgevano diverse mansioni amministrative ma non godevano automaticamente di poteri, questi venivano riconosciuti solo con l'autorizzazione a "portare la canna", simbolo del potere effettivo. Si diventa così reggenti reali, amministrando villaggi e piccoli circoscrizioni, e poi reggente del castello e infine reggente del grande castello, esercitando il potere su centri sempre più grandi come città e distretti.
I reggenti dei grandi castelli sono anche chiamati NÔMI e rappresentano un'altissima carica nell'apparato statale egizio, sono i 42 rappresentanti dei distretti territoriali, egualmente ripartiti tra alto e basso Egitto, rappresentati dalle proprie insegne, eredità dei clan preistorici, con cui compaiono nelle manifestazioni ufficiali in rappresentanza di ogni territorio del paese.

Tornando alla piramide del potere egizio, dopo il gran sacerdote si trovano i due viceré che reggono le antiche capitali dell'alto e del basso Egitto. Segue, nella gerarchia egizia, il cancelliere depositario del suggello reale, e quindi il detentore del potere esecutivo. E' lui a presiedere, pur non facendone parte, il consiglio dei dieci, che rappresenta invece la massima espressione del potere amministrativo. I dieci consiglieri altro non sono che i ministri dei vari organi e dicasteri, per cui troviamo il capo della Real Casa, il ministro della guerra, il ministro degli interni nonché direttore della polizia, sia quella ufficiale che quella segreta, il ministro delle finanze e amministratore delle imposte, il ministro dei lavori pubblici e i governatori di frontiera. Ogni circoscrizione amministrativa è governata da un reggente che periodicamente informa il proprio ministero di tutti gli eventi degni di rilievo.

Tutta l'amministrazione è organizzata in modo preciso e minuzioso, così negli archivi di stato viene conservata traccia di ogni contrattazione e atto notarile mentre per l'applicazione delle imposte si utilizzano strumenti quali i censimenti della popolazione, delle terre e del bestiame, i cui dati vengono sistematicamente annotati nel catasto e il "nilometro", lo strumento di misura del livello del fiume Nilo che determina la proporzionalità delle tasse sulla base delle annate buone e meno buone e che dipende direttamente dal dicastero dell'amministrazione delle acque.




La "casa Bianca" è il ministero del tesoro che gestisce tutti i granai in cui si depositano le imposte e che servono come pagamento per tutti i funzionari pubblici mentre la "Casa Rossa" amministra le produzioni destinate alle offerte al culto religioso. Sotto il ministero dei lavori pubblici lavorano invece numerosi architetti che si occupano di costruire le strade, i canali e tutti gli edifici pubblici, occupandosi inoltre dello sfruttamento delle cave, fonte primaria del materiale edilizio, e della manodopera.  Presso il ministero di grazia e giustizia ha sede il tribunale supremo di stato in cui vengono esaminate le questioni più delicate, ogni regione o divisione amministrativa ha un proprio tribunale che gestisce i casi ordinari. Le condanne erano solitamente "corporali", ossia punizioni e mutilazioni ma si poteva arrivare anche alla pena di morte che veniva eseguita tramite decapitazione con una mannaia. Tutti gli atti processuali venivano annotati dagli scribi, tutti i testimoni venivano ascoltati e tutti avevano il diritto di difendersi chiedendo la visione di prove e testimoni.
accampamento militare al tempo degli Egizi

Se il servizio amministrativo offriva grandi possibilità all'interno dello Stato Egizio, quello militare era meno privilegiato, per quanto le truppe, soprattutto quelle di frontiera, svolgessero ruoli fondamentali per il mantenimento dell'ordine pubblico la vita militare non era considerata una carriera particolarmente ambita. Nel periodo più antico l'esercito era composto prevalentemente da fanteria leggera: arcieri e soldati armati da giavellotti e scudi. Successivamente all'invasione degli Hyksos si diffondono i cavalli e anche l'esercito si organizza con brigate di bighe tirate da veloci cavalli. In caso di necessità ogni signore locale radunava gli uomini alle proprie dipendenze e si univano all'esercito, che veniva all'occorrenza ingrossato anche dalle truppe mercenarie.
Le coste venivano difese dall'ammiragliato, le barche erano di piccole dimensioni e venivano utilizzate come scorta e controllo costiero, gli egiziani non furono mai grandi navigatori al di fuori del Nilo o degli interessi commerciali.
La vita militare era molto dura, i soldati dovevano marciare per lunghe giornate nel deserto e  trascorrere molti mesi di isolamento nelle fortezze di frontiera, i minimi segni di stanchezza e cedimento venivano puniti molto pesantemente.

L'organizzazione dello stato egizio, soprattutto nelle prime dinastie, è basato su grandi principi meritocratici che offrono a chiunque ne abbia le capacità la possibilità di raggiungere i massimi gradi della propria carriera.






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