L'alimentazione degli Etruschi

Ricercare le nostre origini nel popolo etrusco è molto facile se iniziamo dalla tavola, banchettare con gli Etruschi ci avrebbe fatto gustare cibi che appartengono pienamente alla nostra tradizione alimentare, anche se gli ingredienti di cui disponiamo oggi sono oggettivamente più vari e, ormai, internazionali.

L'alimento che non mancava mai era una sorta di pane cotto al forno con impasti a base di farro, un frumento largamente coltivato all'epoca. Poi naturalmente un grande ruolo era quello dei legumi, facili da coltivare e ricchi di proteine: ceci, lenticchie e fave davano molta energia anche alle famiglie meno abbienti che non potevano permettersi alimenti più pregiati quali la carne, che rappresentava però l'elemento principale nei grandi eventi. Durante le feste la cane di maiale e di pecora veniva cucinata e condivisa con gli altri commensali mentre suonatori di cetra e flauto intrattenevano i banchettanti  con la loro musica, e si potevano anche assaggiare prelibatezze quali il prosciutto, già specialità tipica di Cerveteri. 

Nei boschi dell'Etruria poi abbondava la selvaggina, per cui la carne di cinghiali, lepri, daini e caprioli compariva spesso sulle tavole etrusche. E nelle terre che si affacciavano sul mare l'alimento principe era il pesce, presso Populonia, per esempio, esistevano già delle postazioni dedicate in modo stabile alla pesca del tonno.

Certo le famiglie più ricche avevano abitudini alimentari molto diverse da quelle modeste,  il filosofo Posidonio, che visse tra il 135 e il 51 Avanti Cristo narra che gli etruschi erano soliti farsi servire due volte al giorno una tavola sontuosa dove si trovava ogni prelibatezza.

Il vino veniva bevuto annacquato, inizialmente solo dalle famiglie più ricche ma con il tempo divenne un bene di largo consumo alla portata di tutti.

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