L'orientamento in geografia


Non tutti sono dotati di senso dell'orientamento, e certo non si può affidare all'intuito una delle esigenze fondamentali della geografia, quella di saper collocare un luogo nello spazio, identificandolo in modo preciso.
Orientarsi significa conoscere non soltanto la propria posizione ma poter individuare con facilità qualsiasi posizione, il termine stesso richiama l'oriente, ossia il luogo dove sorge il sole, il primo orientamento utile della storia dell'uomo. 
Per orientarsi in un ambiente sconosciuto è importante trovare dei punti di riferimento al di fuori della Terra, punti stabili e utili da qualsiasi punto del pianeta li si osservi.
Questi punti di riferimento possono essere, appunto, il sole o la stella polare, si tratta di riferimenti concreti nello spazio ma l'orientamento è prettamente connesso ai punti cardinali, direzioni "immaginarie" che non vengono proiettate nel cielo ma che vengono ricostruite grazie a strumenti quali la bussola o con la semplice osservazione di astri di cui si conosce la direzione (e di nuovo si prenda a riferimento il sole che sorge a oriente e tramonta a occidente).
Oltre alla bussola la geografia ci mette a disposizione le carte geografiche, frutto di studi e calcoli sempre più precisi che per secoli hanno consentito gli spostamenti via terra e via mare, oggi poi grazie ai navigatori satellitari è possibile rilevare la propria posizione, o identificarne una in particolare, con un semplice click.
orientarsi nello spazio, l'orizzonte
Foto di Lubos Houska da Pixabay 

L'orizzonte

L'orizzonte è quella linea immaginaria che separa cielo e terra, non è un punto di riferimento valido se non per i nostri occhi e per gli eventuali punti di riferimento che può mostrare in quanto non è un riferimento stabile ma mutevole, e dipende appunto dalla nostra posizione. Dalla riva del mare l'orizzonte ci sembrerà molto vicino e lo spazio visivo sarà ampiamente occupato dal cielo mentre se il nostro punto di vista è elevato, come l'altitudine offerta da una montagna, l'orizzonte sarà molto lontano e l'ambiente terrestre che riusciremo a osservare sarà molto ampio.
Oltre all'orizzonte visivo, ossia quello che appare di fronte ai nostri occhi in osservazione, si parla anche di orizzonte apparente per definire il piano dell'orizzonte esattamente come se fosse un piano lineare su cui è posto l'osservatore e di orizzonte astronomico per identificare il piano parallelo all'orizzonte apparente che attraversa il centro della terra.
L'orizzonte diventa un punto di riferimento quando è attraversato dal sole, il sole nasce e tramonta sempre nelle stesse direzioni e attraversando il cielo raggiunge una determinata altezza nell'orizzonte nello stesso momento della giornata.
Gli antichi romani, per esempio, avevano un bizzarro modo per misurare il tempo e "sapere l'ora", suddividevano la giornata di luce in dodici parti e dunque l'ora sesta era quella in cui il sole era più alto sull'orizzonte mentre l'ora dodicesima era accompagnata dal tramonto. Ma considerando che le stagioni rendono le giornate più o meno lunghe, non si trattava certo di ore di 60 minuti, potevano essere ore molto brevi o ore lunghissime...
Osservando l'orizzonte e il percorso del sole possiamo dedurre con facilità i quattro punti cardinali, i pilastri dell'orientamento:
Est: è il punto il cui sorge il sole, chiamato anche oriente o levante
Ovest: è il punto in cui tramonta il sole, chiamato anche occidente o ponente
Sud: è il punto in cui il sole raggiunge la sua massima altezza sull'orizzonte, anche chiamato mezzogiorno o meridione
Nord, opposto al sud e chiamato settentrione o mezzanotte è la direzione in cui di notte splende la stella polare. 
Se però volessimo fare questi rilievi nell'emisfero australe della terra scopriremmo che il sole raggiunge la sua massima altezza... splendendo verso il nord!
Inoltre questo modo per orientarsi è decisamente approssimativo, solo nelle giornate di equinozio il sole attraversa esattamente l'ago dell'est e dell'ovest, durante tutti gli altri giorni... è lievemente spostato...
Per fortuna esistono le bussole che grazie alla posizione stabilita dall'ago magnetico individuano in modo preciso il nord. Inventata dai cinesi intorno all'anno 1000, fu inizialmente impiegata per intrattenimento e solo successivamente se ne comprese l'utilizzo geografico.
L'ago della bussola si rivolge sempre a nord perché la terra esercita un magnetismo tale che spinge l'ago sempre nella stessa direzione, ma anche in questo caso... il sistema non è precisissimo, la direzione non è quella del reale polo nord, una trentina di anni fa era stato individuato in un punto nel Canada situato ad alcune centinaia di chilometri dal "reale" nord assoluto e ora è slittato verso la Siberia. Questo punto viene chiamato polo nord magnetico.

Per utilizzare correttamente la bussola la si deve tenere in posizione orizzontale rispetto al terreno permettendo all'ago di ruotare liberamente. Inoltre campi magnetici e ostacoli di metallo potrebbero deviarne l'orientamento. Anche per questo motivo le navi hanno smesso di utilizzare la bussola, soggetta ai disturbi derivati dall'utilizzo di altre apparecchiature di bordo, per utilizzare strumenti più sofisticati come la radiobussola.

Anche se ormai orientarsi con il sole o con la stella polare sono metodi "arcaici" superati dalla tecnologia, è sempre interessante scoprire come farlo, magari per essere dei bravi scout o magari per riuscire a togliersi dagli impicci in qualche improbabile avventura.
Sapendo quindi che, nell'emisfero boreale, il sole sorge ad est e tramonta ad ovest, raggiungendo l'apice della sua altezza a sud, possiamo dedurre che proprio a mezzogiorno l'ombra che deriva dai suoi raggi sarà rivolta verso nord.
Considerando che nell'arco delle 24 ore la terra compie un giro intero intorno al sole possiamo stabilire che:
alle 6 del mattino il sole si trova ad est, alle 9 a sud est, alle 12 a sud, alle 15 a sud ovest e alle 19 a ovest, fermo restando quanto abbiamo detto sulla precisione di questi dati riferita ai soli equinozi e senza considerare... il cambio di ora legale e ora solare!
Naturalmente poi dobbiamo tenere a mente che l'ombra proiettata dal sole si rivolge alla direzione opposta, e usare l'ombra stessa come un indicatore geografico contrapposto.

Se dobbiamo orientarci di notte, non potremo contare sul sole ma dovremo cercare nel cielo la stella polare, sempre immobile nel firmamento e sempre rivolta a nord. La stella polare è molto più precisa come strumento di orientamento del sole, sbaglia di un solo grado la posizione precisa del nord.
E' la stella più luminosa della costellazione dell'Orsa Minore, anche chiamata piccolo carro. Certo per trovarla serve comunque un po' di dimestichezza con le stelle, occorrerà probabilmente prima rintracciare il grande carro, seguire le ultime due stelle e cercare sulla stessa linea virtuale la stella polare, situata ad una distanza pari a cinque volte quella che separa le ultime due del grande carro. Ma non sempre il cielo è limpido e ci permette di scrutarlo attentamente, per cercare la stella Polare quando il grande carro non è visibile si può fare riferimento alla costellazione di Cassiopea, fatta a forma di M molto ampia. Tutto questo è molto affascinante e nel tempo ha permesso la navigazione sicura di migliaia di navi... ma io non ci sono mai riuscita!
Ultima curiosità sull'orientamento stellare... se guardando qualche film avete sentito nominare la Croce del Sud, la costellazione a forma di croce, è perché non essendo visibile la stella polare nell'emisfero australe quella è la costellazione di riferimento per indicare il sud.

Anche la luna può essere un punto di riferimento nel cielo utile per orientarsi, ma diciamo che è ancora più complicato dei precedenti metodi... occorre innanzitutto sapere in quale fase si trova la luna (luna nuova, luna crescente, luna piena o calante?) e poi sapere che la luna nuova alle sei indica il nord, la luna piena lo indica alle 18 e quella calante alle 24, e così via per tutti i punti  cardinali ci sono orari diversi a slittamento.

Nel corso dei secoli, o meglio, dei millenni, l'uomo ha utilizzato anche altri metodi naturali per orientarsi.
Il muschio che cresce sugli alberi sfrutta il lato più umido del legno, e dunque il nord o il nord ovest.
Anche per questo motivo la corteccia degli alberi è più spessa a nord, altra osservazione utile per orientarsi, mentre i fiori e le foglie tendono a cercare il sole, e dunque il sud.

Anche la neve può indicare il nord, nord e nord ovest sono le zone più fredde e dunque quelle su cui la neve e il ghiaccio persistono più lungamente.

Considerata l'importanza che l'orientamento ha sempre rivestito nella storia dell'uomo è facile capire quale sia l'importanza delle carte geografiche, le "mappe" che disegnano il territorio e che per convenzione rappresentano il nord in alto, il sud in basso, l'est a destra e l'ovest a sinistra. Per orientarsi con una carta dobbiamo quindi porci nella stessa direzione che la carta rappresenta, facendo coincidere il nord (la parte alta della carta) con il nord reale. E per farlo, di nuovo, avremo bisogno di punti di riferimento astronomici o della bussola. Anche se io trovo tanto comodo chiedere a google maps dove mi trovo e che percorso devo fare per andare all'indirizzo desiderato...


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