Onoria, l'imperatrice che voleva sposare Attila

Onoria era la figlia di Galla Placidia, sorella maggiore di Valentiniano, aveva ereditato la bellezza dalla madre e, proprio come la madre, l'intelligenza dal nonno, Teodosio, una sorella pericolosa dunque per il nuovo imperatore a cui già avevano cercato di soffiare il trono prima ancora che avesse l'età per sederci sopra.
La scelta del pretendente a cui concederla in sposa non era facile quindi, bisognava trovare un uomo fidato e senza troppe ambizioni, e a quanto pare Valentiniano non aveva fretta di accasarla perché in fondo in fondo... se restava zitella il problema non si poneva proprio...e nel frattempo il tempo passava, tra la vita pubblica nelle stanze del palazzo reale di Ravenna e quelle del suo appartamento privato... dove Onoria, stanca evidentemente di aspettare, si concede una storia d'amore con il suo ciambellano Eugenio, forse l'unico uomo che aveva libero accesso alle sue stanze. 

Scandalo a corte! Onoria aspetta un bambino!

La liaison non resta nascosta a lungo, a tradirla è il giro vita stesso dell'Augusta Onoria, che mostra le rotondità della gravidanza...ma chissà... potrebbe anche essere l'occasione per riuscire a sottrarsi dal controllo del fratello per iniziare una vita sua, con quel ciambellano che forse amava davvero e che voleva sposare, fatto sta che ormai la cosa non si poteva nascondere più.
Onoria, l'imperatrice che voleva sposare Attila

Apriti cielo, cosa non successe nel palazzo! Alla richiesta di sposare Eugenio Valentiniano rispose facendolo uccidere, poi cercò di combinare un fidanzamento con Flavio Basso Ercolano, un senatore ricco e politicamente innocuo, ma Onoria rifiutò e a Galla Placidia non restò altro da fare che mandare la figlia a Costantinopoli, dove anche lei, in passato, si era rifugiata in attesa di tempi migliori.

La vita a Costantinopoli non doveva essere facile per una donna, incinta di un figlio di cui le cronache non parlano affatto, avuto con un servitore poi morto ammazzato, al di fuori del matrimonio, soprattutto in quella Costantinopoli dove il cristianesimo aveva attecchito così bene da trasformare il palazzo reale nel monastero di Pulcheria e delle sue vergini sorelle.
Chissà come si annoiava Onoria, chissà come trascorrevano lunghe quelle giornate di profonda incertezza in attesa che gli accadesse qualcosa e le restituisse una speranza di vita, eppure un modo per uscirne doveva esserci...
Forse fu la storia d'amore vissuta da sua madre Galla Placidia con il visigoto Ataulfo ad ispirarla quando decise di giocare il tutto per tutto, scrivendo una lettera ad Attila che l'Eunuco Giacinto accettò di consegnare al Re Unno.

La lettera non era una proposta di matrimonio esplicita, Onoria chiese ad Attila di essere salvata da quel triste destino e restituita alla vita, invitandolo a intraprendere una campagna in Italia per liberarla. E, forse per rendere autentica e credibile la missiva, forse perché era davvero disposta a tutto pur di vivere la sua vita, inserì nella busta il suo anello d'oro, l'anello degli imperatori.

In quanto ad Attila, c'è da immaginare che abbia letto e riletto quella lettera molte volte prima di sorridere compiaciuto da quella che intese essere una vera e propria proposta di nozze.


Molto si è discusso sulle reali intenzioni di quella lettera, molti sostengono che non si trattasse di una vera richiesta di matrimonio, ma allora cos'era? Attila non era conosciuto per la sua santità di benefattore, salvatore di principesse recluse, Attila era un re Unno, dedito al paganesimo e con parecchie mogli da mantenere, una in più se la poteva anche permettere, e certo non avrebbe intrapreso un viaggio solo per bussare a Costantinopoli e prendere un te con la principessa triste....

Attila era l'unico uomo che Onoria avrebbe potuto scegliere come marito per fare un dispetto al fratello Valentiniano, colui che le aveva ammazzato l'unico uomo che lei avesse osato amare.

Attila chiede la mano di Onoria

Chissà se Attila considerò quella proposta come realizzabile o se la inserì, pretestualmente, tra i suoi piani e le sue strategie, fatto sta che rispose ufficialmente, così come l'etichetta imponeva, rivolgendosi a Galla Placidia e a Valentiniano per far sapere che si, lui era disposto a sposare Onoria e che si aspettava, come dote, metà dell'Impero d'Occidente. Del resto la reputazione della giovane era compromessa, e l'esorbitante richiesta poteva essere considerata ragionevole dal suo punto di vista.  

Ma torniamo alla corte di Costantinopoli, dove Teodosio II  scopre cosa ha fatto la nipote, lui che aveva sempre pagato profumatamente  per tenere gli Unni fuori dalla porta di casa ora rischia di dovergli stendere un tappeto rosso per farli accomodare. Onoria è diventata un'ospite ingombrante e Teodosio II decide che per lei è arrivato il momento di tornare a casa e la rispedisce da Valentiniano, in compagnia di Giacinto e di una lettera con cui, da abile statista quale era, consigliava Valentiniano di accettare le condizioni del matrimonio.

Ma Valentiniano non aveva alcuna intenzione di accettare quel matrimonio e la sua reazione non fu affatto diplomatica... per prima cosa torturò Giacinto prima di ucciderlo, per estorcergli ogni dettaglio utile sulla lettera ad Attila,  e certo avrebbe ammazzato anche la sorella se Galla Placidia non fosse intervenuta...
Il tentativo di Teodosio di convincerlo e l'intercessione di Galla Placidia per salvare la vita ad Onoria saranno gli ultimi gesti importanti di questi grandi personaggi, destinati a morire entrambi nel giro di pochi mesi, ora Valentiniano era solo...e in guerra!






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