Antichi popoli italici: i liguri


Quella dei liguri è probabilmente la più antica popolazione autoctona del territorio italiano, la loro presenza sul territorio infatti risale a periodi antichissimi motivo per cui molti sostengono siano diretti discendenti dell'uomo di Cro-Magnon e non migranti indoeuropei che, in varie epoche storiche, si spostarono all'interno dell'Europa alla ricerca di habitat ospitali per i propri insediamenti.

Presidiavano un territorio molto vasto che si estendeva dall'Italia centro settentrionale fino alla penisola Iberica ma dal 2000 a.C. , si concentrarono in quell'area che include la Liguria, il Piemonte e la Toscana nei versanti occidentali.

Erano tempi difficili quelli e per sopravvivere bisognava essere in grado di difendesi e di attaccare, e i liguri erano molto bravi nell'arte della guerra e non di meno in quella della pirateria, avanzavano in mare con barche modeste ma senza temere le tempeste e con grande audacia seppero crearsi la fama di coraggiosi, e forse incoscienti, navigatori. 

Costruivano i loro villaggi nelle alture dell'aspro e ostile territorio, che cercavano di addomesticare conquistando un pezzettino alla volta quella natura fitta di alberi e di pietre che rendevano difficile l'agricoltura. 
E ci riuscivano, con grande fatica e determinazione, i liguri, uomini e donne, erano considerati da tutti lavoratori instancabili.

Non costituirono mai uno stato ligure, vivevano in clan sparsi sul territorio e potevano stringere alleanze o dichiarare guerre in modo autonomo, i loro re erano scelti per il coraggio dimostrato con il nemico e non per lignaggio ereditario. Non avevano schiavi, nelle battaglie non lasciavano sopravvivere il nemico. 
Erano guerrieri molto temuti, anche se le loro armi erano poco più che preistoriche e le loro armature si limitavano a elmetti leggeri e scudi di legno si appostavano per tendere imboscate ai nemici ed erano abilissimi nella lotta corpo a corpo. Erano mercenari molto richiesti, e data la loro autonomia a livello di clan potevano scegliere liberamente con chi schierarsi, così ci saranno liguri nelle prime linee al fianco di Annibale e liguri nelle schiere romane.

Il concetto di proprietà privata fu introdotto molto tardi nella cultura ligure, il territorio della tribù era considerato un bene comune e gli appezzamenti coltivabili venivano dati ai contadini in cambio di modesti contributi. 

Erano cacciatori, pastori, contadini, boscaioli, allevatori di cavalli e naviganti, commercianti e estrattori minerari, sapevano sfruttare ogni possibilità del territorio e stringere affari con le comunità vicine.

Anche quando la società iniziò a stratificarsi, creando ricchezza e diseguaglianze economiche e sociali lo spirito comunitario dei liguri salvaguardò la rappresentanza politica di tutti.

Quella ligure era una cultura estremamente emancipata, le donne lavoravano esattamente come gli uomini e nessuno imponeva loro un marito, cosa impensabile in tutte le altre culture a loro contemporanee.

Temuti, caparbi, considerati con rispetto e mai sottovalutati, i liguri daranno filo da torcere ai Romani, ma data la posizione strategica di quella lingua di costa la storia non li risparmierà dallo scontro con il grande impero conquistatore, che per assicurarsi il controllo del territorio arriverà a deportare ben 40.000 famiglie nella zona del Sannio per sradicare quella diffidenza che rendeva ostile l'integrazione.


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