Indoeuropei e Semiti, dalla preistoria alla storia.

origini linguistiche e sociali dell'evoluzione delle civiltàRisalire alle origini geografiche e culturali dei diversi popoli che hanno vissuto migliaia di anni fa, dando origine a civiltà e culture diverse, ci porta nel neolitico, e nella steppa russa, dove vivevano popolazioni di pastori nomadi conosciute come il popolo dei Kurgan, prendendo il nome dai tumuli funerari che utilizzavano per seppellire i propri morti, o almeno i più importanti. Questi monumenti funebri sono dei tumuli, ossia delle collinette contenenti un sepolcro, le tombe più antiche costruite secondo questa tradizione sono state rintracciate nel Caucaso, nella steppa Russa e in Ucraina mentre quelle rinvenute in Europa orientale, centrale e settentrionale sono successive, e grazie alla datazione di questi reperti si è potuta stabilire la mappa cronologica degli spostamenti primitivi.



I Kurgan erano violenti e rudi, vivevano in una società di tipo patriarcale comandata dai sacerdoti e il cui potere economico era in mano ai capi pastori, più o meno potenti in base al numero di capi di animali posseduti. Nella società dei Kurgan la donna era considerata una proprietà dei capi pastori. Nell’ultimo gradino sociale si trovavano i guardiani dei greggi, coloro che non possedevano alcun capo di bestiame e accudivano quelli dei capi pastori.

Riportiamo l’orologio indietro di parecchie migliaia di anni, tra i 5000 e i 3000 anni avanti Cristo, il clima che aveva permesso ai Kurgan di insediarsi nel cuore della Russia stava diventando sempre più arido, e meno adatto alla vita dei capi di bestiame e la ricerca di nuovi territori diede inizio a tre importanti movimenti di migrazione. Intorno al 2000 aC la prima migrazione spinse i Kurgan nei territori dell’Asia Minore, della Penisola Balcanica e delle Isole del Mare Egeo, da queste prime migrazioni si originarono i popoli degli Ittiti e quello dei Greci;

Con la seconda migrazione si raggiunsero India e Persia, con la nascita degli Indiani, dei Medi e dei Persiani

La terza migrazione raggiunse l’Europa occidentale e meridionale e da queste ondate nacquero i popoli dei Veneti, Latini, Osci, Umbri, Illiri e Celti.

Questi esodi, e le diverse civiltà che generarono, hanno il comune denominatore dell’origine indoeuropea, le cui lingue sono accomunate da una matrice comune (per cui il sanscrito e le lingue storiche come il latino, il greco, il celtico, lo slavo e il germanico presentano elementi comuni che permettono di percorrere a ritroso gli esodi migratori di colonizzazione).


Differente è la matrice linguistica che accomuna le popolazioni semite, le cui origini risalgono al terzo millennio avanti Cristo, e che raggruppa le lingue parlate dai popoli mesopotamici, ad eccezione dei sumeri, e le antiche lingue diffuse tra il Mediterraneo orientale e il fiume Tigri, come l’ebraico e il fenicio. Proprio all’espansione dei fenici si deve la successiva diffusione del popolo di origine semita nella penisola arabica e nelle coste nordafricane. 

Il termine Semita deriva dalla Tavola dei Popoli, ossia dai testi della Genesi e li identifica come figli di Sem. I popoli semitici sono suddivisi in tre gruppi, i Semiti orientali, anche chiamati Accadi o Assiro-Babilonesi, i Semiti nordoccidentali, ossia gli Amorrei poi suddivisi in Canarei (come i Fenici e gli Ebrei) e in Aramei e i semiti sudoccitendali, ossia gli Arabi e gli Etiopi. Le popolazioni semitiche più antiche vivevano di agricoltura e pastorizia, ossia non avevano uno stile di vita intenzionalmente nomade ma stanziale. Gli allevatori di pecore e asini si spostavano nei percorsi della transumanza, e per questo si definiscono seminomadi.

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