Religione e cristianesimo nell'Impero Romano

La religione dei romani

I romani erano politeisti, adoravano molti dei che identificavano con le forze della natura e a loro si rivolgevano chiedendo favori e offrendo sacrifici e oboli.

Per richiedere un raccolto generoso per esempio si rivolgevano a Cerere, Saturno difendeva il grano appena seminato, Vesta era la dea del focolare, Giano era il dio della vita e della natura. Le case erano difese dai Lari e dai Penati, e nelle dimore si allestivano zone dedicate alla preghiera di questi spiriti protettori. Gli spiriti dei defunti erano i Mani, i riti per onorarli erano regolati da cerimonie che prevedevano sacrifici affinché i trapassati intercedessero per proteggere i vivi.

I romani erano molto tolleranti verso le religioni altrui, non imponevano i propri dei, che erano molto simili a quelli adorati in Grecia, solo con nomi diversi.


Il Cristianesimo

Il Cristianesimo è la religione monoteista (che riconosce un unico Dio) predicata da Gesù Cristo: nato in Palestina, ebreo, Gesù intraprese la vita del predicatore in età adulta e riscosse subito grande attenzione da un nutrito gruppo di sostenitori, composto soprattutto da schiavi e persone umili. Il suo messaggio parlava di uguaglianza tra gli uomini, di diritti uguali per tutti, di speranza, di amore e condivisione. Era un messaggio pericoloso, per gli ebrei, che non riconoscevano in Gesù il figlio di Dio, e per Roma, che non voleva mettere in discussione la propria struttura sociale. Gesù Cristo fu condannato a morte sotto l’imperatore Tiberio. Ma la sua morte fortificò il messaggio del Cristianesimo che continuò a diffondersi, coinvolgendo sempre più persone anche di strati sociali diversi.

Il Cristianesimo fu bandito e furono attuate vere e proprie persecuzioni contro i cristiani, imprigionati, costretti a rinnegare la propria religione o uccisi. Migliaia di martiri morirono, le persecuzioni più atroci furono quelle attuate da Nerone nel 64 d.C. e da Diocleziano nel 313 d.C.

Nonostante queste persecuzioni, il Cristianesimo non soffocava nell'ombra delle Catacombe, i luoghi dove i cristiani seppellivano i propri morti, gallerie sotterranee scavate nel tufo dove si riunivano clandestinamente per pregare.

Con l’imperatore Costantino il cristianesimo cessa di essere illegale, fu lui nel 313 d.C. a emanare l’editto con il quale si riconosceva la libertà di culto ai cristiani, atto in cui si restituivano ai cristiani i beni confiscati da Diocleziano.

Secondo una leggenda, Costantino, prima di affrontare Massenzio nello scontro finale per conquistare il trono dell’impero, sognò una croce che gli annunciava la vittoria, e la battaglia che lo vide vincitore gli permise effettivamente di diventare imperatore.

Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio proclamò il cristianesimo quale religione ufficiale dell’impero, vietò i riti pagani e ne fece chiudere i templi.

Iniziarono a sorgere le basiliche cristiane, le basiliche erano già presenti nella struttura urbana di Roma anche se con scopi giudiziari, e furono riadattati per accogliere i fedeli e i riti di preghiera.


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