Chi ha inventato i pantaloni?



Anche i pantaloni possono essere reperti di archeologia, e non parliamo dei jeans a zampa di elefante delle vostre mamme ma dei pantaloni più antichi mai ritrovati, fino ad oggi almeno. Come sempre, forzieri di questi tesori inaspettati sono le tombe, quella che ci ha riconsegnato i pantaloni più vecchi della storia dell’uomo si trova in Cina, nel bacino di Tarim e l’uomo che li indossava è vissuto dai 3000 ai 3300 anni fa. La stessa tomba ci ha restituito anche una frusta, un morso per cavallo, un’ascia da battaglia e un arco, armi ed equipaggiamento per equitazione dunque. 

perchè le civiltà antiche non usavano volentieri i pantaloni?
Cavalcare con un abbigliamento inadatto doveva essere più che fastidioso, è facile pensare che i popoli di allevatori e guerrieri che percorrevano la steppa a cavallo desiderassero farlo nel modo più comodo possibile, e dunque iniziarono a realizzare dei pantaloni che non erano poi così diversi da quelli odierni: realizzati in lana e rinforzati sulla zona del cavallo (sarà casuale il nome della zona corrispondente all'interno cosce dei pantaloni o forse deriverà proprio da questo utilizzo primitivo?) avevano la vita bassa e la gamba stretta ed erano abbelliti con decorazioni a motivi geometrici realizzate con simmetria e stile, particolare curioso perché ci fa capire come anche 3000 anni fa la moda avesse la sua importanza. 
Ricerca per la scuola su abbigliamento, usi e costumi antropologici
Se questi sono i primi pantaloni realizzati secondo una fattura “moderna” non possiamo non citare l’abbigliamento di Ötzi, la mummia conservata al museo archeologico dell’Alto Adige di Bolzano e risalente a più di 5000 anni fa! Il nostro eroe indossava però delle brache, ossia due gambe lunghe dalla caviglia alla coscia e allacciate alla vita, abbigliamento appartenuto anche ai popoli artici e a popoli indoeuropei quali i Celti e i Germani.


Come mai i romani non portavano i pantaloni?

Ma se la storia dei pantaloni ha radici così lontane, risalenti addirittura al paleolitico superiore, come mai non sono stati adottati su vasta scala se non in tempi recenti? 


Probabilmente sempre per un’idea di moda, o di status symbol… I pantaloni, anche se nelle forme più primitive, erano stati adottati da popoli che vivevano a stretto contatto con il cavallo, o con climi particolarmente rigidi. La stratificazione sociale ha da subito differenziato le classi di appartenenza, e il potere si è sempre manifestato nel far fare agli altri i lavori considerati meno nobili, la comodità non è mai stata di moda ma la moda è stata sempre espressione del proprio stato sociale. Solo in Oriente i pantaloni, di fattura larga, venivano indossati sotto le tuniche con dignità aristocratica, nelle altre civiltà rappresentavano espressione di schiavitù, di manovalanza, di quella praticità che non trovava un corrispondente adeguatamente sostenuto tra dignitari ed “influencer” del tempo. I romani, per esempio, consideravano i pantaloni come l’emblema dei barbari, e solo dopo lunghe convivenze con altri popoli iniziarono ad apprezzarne la praticità. In oriente i pantaloni furono ampiamente adottati dalla cavalleria, e turchi, mongoli, cinesi e persiani li utilizzarono, pur limitandone inizialmente l’uso a queste “categorie”. Nel Medioevo l’Europa iniziò a prendere maggior confidenza con questo bizzarro capo d’abbigliamento, introdotto dall'impero ottomano.



Per quanto comodi, caldi e pratici, solo nel XV secolo i pantaloni alla zuava trovarono una giustificazione sociale che ne gratificasse l’uso in società, e solo con la rivoluzione francese i pantaloni assunsero una connotazione sociale (i Sanculotti, il popolo, in opposizione agli aristocratici che indossavano le culotte).



L’accettabilità sociale dei pantaloni deriva dallo sport, in quanto capo d’abbigliamento pratico e dunque necessario nelle competizioni fisiche, e quando sport e professione si fondono in una carriera succede che una categoria di professionisti diventi l’antesignana di uno stile, i marinai sono stati i primi ad affrancare l’uso dei pantaloni dai pregiudizi o dalle tendenze che li avevano relegati ad abbigliamento vile prima, proletario poi, modaiolo dopo… E sono stati i marinai i primi a indossare i jeans….




Se i pantaloni hanno faticato molto a imporsi come capo d’abbigliamento maschile, per le donne è stato ancora più difficile riuscire a indossarli! Se i pregiudizi ai tempi di Ötzi potevano essere meno pressanti e dunque in epoche preistoriche anche le donne li hanno portati, con il passare dei secoli e dei millenni hanno dovuto abbandonarli in quanto capo d’abbigliamento a loro proibito e vietato. I pantaloni non furono adottati dalle donne per “moda” ma seguirono l’evoluzione sociale dei lavori delle donne, e siccome in Inghilterra anche le donne lavoravano in miniera, così come in America lavoravano nei ranch, i pantaloni si resero necessari nelle attività lavorative. Alla moda ci pensarono poi  dive come Greta Garbo, Marlène Dietrich e Katharine Hepburn,  poi arrivarono le grandi guerre e con loro nuovi compiti da svolgere, in sostituzione degli uomini al fronte, e una maggior praticità generalizzata dovuta a tempi critici per tutti. Ed infine, la legittimazione sociale definitiva, anche per le donne, arriva dalle passerelle, stilisti come André Courrèges e Yves Saint Laurent, facendone capi alla moda, hanno contribuito a rendere il pantalone un capo d’abbigliamento indossabile per tutte le donne.





Commenti