Atene all'età di Pericle


Con le guerre Persiane la città di Atene ne era uscita distrutta, ma gli ateniesi avevano vinto una guerra ben più importante che li consacrava quale realtà politica indipendente e dava loro carta bianca per dominare il commercio nel mediterraneo.

Atene non fu quindi semplicemente ricostruita, fu concepita come esempio architettonico del prestigio politico, culturale e morale della città. 
Divenne splendida, e questo grazie a Pericle che fece trasportare ad Atene il tesoro della Lega di Delo e ne attinse con generosità per far costruire l'Acropoli.


L'ACROPOLI DI ATENE


La ricostruzione di Atene per volere di Pericle
Si accedeva all'acropoli attraverso i Propilei, monumentali colonne  chiuse da cancelletti bronzei che dovevano rappresentare la magnificenza greca. Nell'acropoli si trovavano il tempio di Atena Nike e l'Eretteo, dedicato alla protettrice Atena e a Poseidone. Sulla sommità dell'acropoli svettava la statua di Atena combattente, un'opera colossale realizzata in bronzo dallo scultore Fidia.

Il Partenone è l'esempio massimo di architettura dorica, realizzato da Ictino, Fidia e Callicrate stupisce per l'armonia delle forme e delle proporzioni.
L'ingresso era sorretto da otto colonne doriche che sostenevano il magnifico frontone decorato da Fidia, sempre di Fidia è la statua di Atena Partenope, raffigurata con mantello e scudo e un elmo d'oro, posta nella cella del tempio, e le decorazioni dei frontoni e dei fregi della cella. La dea era raffigurata in piedi.

Certo non tutta la città di Atene fu ricostruita con tanta eleganza e raffinatezza architettonica, l'Acropoli doveva simboleggiare la superiorità della città ed elevare lo spirito, mostrarne la grandezza  riconoscendo alla divinità il ruolo di protezione della città, che nella parte destinata alle abitazioni era per lo più composta da abitazioni modeste se non proprio povere, costruite con sassi e malta e collegate da stradine strette e buie.

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