La democrazia di Atene

Il governo degli Eupatridi


Fino all'VIII secolo a.C. tutto il potere politico e amministrativo era in mano agli Eupatridi, ossia gli aristocratici "di nobile padre", che possedevano anche la maggior parte dei terreni e imponevano pesanti tasse ai contadini.
La situazione cambiò grazie allo sviluppo del commercio con le colonie, che arricchì molti artigiani e mercanti che iniziarono a pretendere maggior considerazione sociale.
Nel 651 aC gli Eupatridi furono costretti a riconoscere le prime leggi scritte a tutela delle classi sociali inferiori, era un riconoscimento minimo che li difendeva da soprusi e abusi, ma era pur sempre un inizio.


Nel 594 aC l'aristocratico Solone avviò un cambiamento organizzativo radicale, elaborando una costituzione che non prevedeva più il rango aristocratico quale condizione di appartenenza politica ma la ricchezza economica, eliminando inoltre la schiavitù per debiti.
Solone ideò 4 diversi strati sociali in base ai beni posseduti assegnando a ognuno diritti e doveri diversi. I più ricchi erano i pentacosiomedimi, seguivano i cavalieri, gli zeugiti e i theti. L'Assemblea popolare dell'Ecclesia era composta da rappresentanti di tutti i gruppi ma solo i due gruppi più facoltosi potevano eleggere gli arconti, i massimi esponenti politici della città.

 Si trattava quindi di una riforma che continuava ad emarginare le classi sociali più deboli e il malcontento regnava sovrano, se ne servì il nobile Pisistrato per prendere il potere e governare dal 546 al 527 aC. Sotto il governo di Pisistrato Atene prosperò come non mai e il suo ruolo all'interno delle poleis greche divenne di primaria importanza. Il figlio di Pisistrato, Ippia, non fu un tiranno all'altezza del padre e venne cacciato dalla città nel 510 aC, che ristabilì la democrazia.
A riformare il governo fu, nel 507 aC, l'arconte Clistene che eliminò la suddivisione nelle 4 classi sociali sostituendola con 10 tribù, raggruppamenti creati su base geografica.
Al governo partecipavano ora tutti i cittadini maschi di padre ateniese che avessero compiuto i 20 anni ed esercitavano il loro ruolo partecipando all'assemblea, scegliendo i magistrati e votando le leggi. Il governo di Atene divenne democratico.

La democrazia di Clistene nel dettaglio


Come era organizzato l'apparato statale riformato da Clistene?

Clistene divise l'Attica in 100 piccoli comuni, i Demi, raggruppandoli poi in 10 tribù.
L'autorità suprema era la Bulè, un organo legislativo composto da 50 membri per ogni tribù, scelti attraverso un sorteggio. La presidenza della Bulè era formata da 50 pritoni.
L'assemblea della Bulè, la cui sede era il Buletrion,  era quindi composta da 500 persone di rappresentanza diversa, sia per zona che per classe sociale, e a loro era affidato il compito di stabilire le leggi. Il presidio politico era costante, nella Tholos risiedeva giorno e notte almeno un terzo dei 50 pritani che restavano in carica per la decima parte di un anno.
L'assemblea popolare dell'Ecclesia aveva il potere di nominare i 10 strateghi, i comandanti che gestivano l 'esercito.
Gli arconti divennero 10 e tra questi si sceglieva l'arconte polemarco, il capo degli strateghi.



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