La massima espansione degli Etruschi

Nell'Etruria del VI secolo a.C. le città-Stato godevano di un diffuso benessere, la situazione economica era florida, quella politica ben delineata e gli Etruschi iniziarono ad attaccare le popolazioni vicine per estendere i propri confini.
Nuovi coloni raggiunsero la Pianura Padana, già in mano etrusca, per consolidarne la presenza e la potenza e iniziarono gli attacchi verso Roma per unire quei territori campani in cui si erano formati nuovi insediamenti Etruschi. 
Il re etrusco di Chiusi, Porsenna, attaccò quindi Roma e anche se le testimonianze storiche di quelle battaglie non sono chiare è probabile che riuscì, per un certo periodo, a ottenere il controllo della città.

Per limitare l'espansionismo delle colonie greche nella Magna Grecia,  ai allearono con i Cartaginesi, concentrando le forze militari soprattutto in Corsica e in Sardegna.

Le battaglie in Corsica furono capitanate da Cerveteri che, a capo di un'organizzata coalizione tra le città etrusche e le forze cartaginesi, riuscì ad allontanare i Focei dalla Corsica occupando la zona di Alalia.

Numerose furono anche le guerre tra le diverse città-stato, tutte indipendenti politicamente ed economicamente e alcune, come Orvieto (allora chiamata Velzna) e Chiusi molto ambiziose e governate da Re militarmente potenti. Con l'avanzare di alcune città, altri centri perdevano importanza o venivano completamente abbandonati, come nel caso di Acquarossa e di Murlo

GLI ETRUSCHI

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