Gli Etruschi e il commercio

La civiltà etrusca non si unì mai, politicamente, in un unico stato, per questo motivo non è possibile parlare di un vero e proprio commercio etrusco ma piuttosto del commercio delle diverse città stato. Alcune città avevano costruito grandi ricchezze basandosi esclusivamente sul commercio, altre, più isolate, utilizzavano il commercio come strumento di scambio secondario, privilegiando l'agricoltura, la pastorizia o l'industria mineraria per costruire la propria economia.
I prodotti più esportati erano il vino, i buccheri, metalli, cereali, olio, manufatti in ceramica e in bronzo, sostanzialmente tutte le produzioni che raggiunsero ottimi livelli qualitativi e quantitativi.
Le esportazioni riguardavano molti paesi, vicini e lontani: Sicilia, Sardegna, Corsica, Cartagine, la Grecia, Cipro, le coste spagnole e francesi e la Siria. 

I mercati all'ingrosso dove si smerciavano grandi quantitativi di merci destinati all'esportazione erano posti fuori dalle mura cittadine, lungo le vie di transito e presso i porti, i punti d'incontro naturali tra chi intraprendeva un viaggio per acquistare e chi per vendere. Naturalmente c'erano mercati, soprattutto quelli portuali, con una vocazione più internazionale e altri destinati alla ridistribuzione sul territorio italico.

GLI ETRUSCHI

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