Gli Etruschi: le necropoli

Se l'architettura urbana etrusca non ha lasciato testimonianze significative, vuoi per l'utilizzo di materiali deperibili, vuoi per la naturale crescita delle città nel tempo e la conseguente romanizzazione degli edifici, le necropoli sono invece giunte sino a noi in uno stato di conservazione sorprendente. E' attraverso lo studio delle necropoli, vere e proprie città dedicate al riposo dei defunti, che conosciamo molti aspetti della vita etrusca, così come sono le necropoli che ci hanno restituito gli oggetti d'uso quotidiano più preziosi e meglio conservati. 
Le necropoli erano vere e proprie città, spesso di grande estensione, dotate di mura, porte, piazze, incroci segnalati da obelischi, erano edificate seguendo una pianta molto ordinata con vie dritte e incroci regolari, secondo quei precetti religiosi che imponevano le stesse regole per l'edificazione delle città.
Il materiale di costruzione delle necropoli era comunque diverso da quello utilizzato per le città, gli etruschi credevano nella vita oltre la morte e le necropoli dovevano resistere all'usura del tempo. E così è stato, le rocce e il tufo ci hanno restituito le città parallele etrusche, quelle dove riposavano i morti, preservando nel tempo la sacralità di questi spazi sacri e dei suoi "abitanti".  

La sepoltura, per gli etruschi, era un momento solenne e importante della comunità, gli avi venivano trattati con grande rispetto e il momento del distacco doveva essere accompagnato da riti e cerimonie utili tanto per il trapasso del defunto quanto per chi, restando, se ne doveva separare.

Per lunghi secoli, a partire dai primi insediamenti dei villanoviani fino alla completa annessione a Roma, gli etruschi hanno costruito cimiteri e vi hanno deposto i propri cari, inoltre non essendoci mai stato un unico stato etrusco ma una confederazione di tante città stato accomunate dall'origine e dalle comuni abitudini, queste necropoli sono diverse tra loro, sia per tempo di costruzione e di utilizzo, sia per zona geografica.

Alcuni cimiteri sono stati utilizzati per molti secoli, nel corso del quale sono cambiate le abitudini legate ai riti funebri, altri per brevi periodi e mantengono uno stile uniforme. Alcune necropoli erano monumentali e arricchite con decorazioni e fregi, altre erano più modeste e povere, ma tutte ci parlano del nostro passato, e contribuiscono ad aggiungere tasselli importanti nella conoscenza delle abitudini di vita della prima, vera, civiltà italica.

Erano generalmente situate in prossimità dei centri abitati anche se le famiglie aristocratiche avevano l'abitudine di seppellire i propri cari all'interno delle proprie proprietà.

I corpi dei defunti potevano essere sepolti all'interno di casse di legno e di sarcofagi (inumazione) oppure bruciati, e quindi inceneriti, in entrambi i casi urne funerarie e casse venivano poi deposte all'interno delle tombe insieme ai corredi funebri. Gli oggetti ritrovati nelle tombe sono spesso preziosi e di ottima fattura, probabilmente erano gli oggetti di maggior valore posseduti dal defunto e così come gli erano appartenuti e l'avevano servito in vita, dovevano continuare a fare nel periodo di transito nella tomba e nell'aldilà. 

Le tombe potevano essere composte da una o più camere scavate nella roccia, solitamente tufo, una rocca facilmente lavorabile.

Le pareti delle tombe venivano decorate con rilievi che riproducevano i mobili e gli ambienti domestici cari al defunto e affrescate con tinte chiare e luminose per ricreare le scene di vita quotidiana o momenti solenni,  significativi per il defunto.

Le tombe etrusche potevano essere scavate nel terreno (tombe ipogee), ricoperte da materiale in modo da formare una piccola collina (a tumulo) oppure costruite sul modello di piccoli templi al di fuori del terreno (tombe a edicola).

Le tombe ipogee

Le tombe ipogee sono quelle scavate nel terreno, sono definite "a camera" quando sono costruite attraverso lo scavo nel terreno roccioso, sono invece "rupestri" quando riutilizzano una grotta già presente in natura.
Una tomba ipogea particolarmente significativa è quella dei volumni, una famiglia aristocratica molto importante che risiedeva nei pressi di Perugia, risalente al secondo secolo a.C.
L'accesso alla tomba avviene attraverso una scala molto ripida, all'interno si ricreano gli spazi domestici, un primo disimpegno a cui segue una sala di rappresentanza ampia da cui si raggiunge la camera sepolcrale vera e propria, con le panche su cui erano deposti i sarcofagi. Intorno ci sono altre piccole stanze, utilizzate per la deposizione dei doni e dei corredi. Una tomba importante ma non eccessivamente grande il cui scopo non era quello di ricordare ai vivi l'importanza della famiglia ma ricreare un ambiente domestico che rispecchiasse quello avuto in vita. 

Le tombe a tumulo

Sono tombe parzialmente interrate, di forma tonda oppure rettangolare, vi si accede scendendo qualche gradino e sono caratterizzate dal soffitto a volta o a cupola in lastroni di pietra ricoperti da una grande quantità di terreno in modo da ricreare la collinetta esteriore.
Un esempio significativo di tomba a tumulo è la Tomba dei Rilievi di Cerveteri, risalente al III secolo a.C. Il soffitto è sostenuto da due pilastri in pietra scolpiti come se fossero di legno e le pareti sono decorate con rilievi in stucco dipinti che ricreano gli oggetti di uso quotidiano. Anche in questo caso, quindi, l'intento è quello di ricreare un ambiente intimo e quotidiano caro al defunto.

Le tombe a edicola 

Sono tombe completamente edificate sul terreno e ripropongono un piccolo tempio, generalmente modeste e raccolte hanno una sola aula e il tetto spiovente. Non sono molto diverse dalle tombe di famiglia dei nostri cimiteri. 







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