Caligola


L'imperatore Caligola, all'anagrafe Gaio Giulio Cesare Germanico, venne così soprannominato per l'abitudine che aveva sin da bambino di indossare le calzature militari, le caligae appunto.

Caligola era stato raccomandato direttamente da suo zio Tiberio (imperatore dal 14 al 37), assieme a Tiberio Gemello ma il Senato preferì Caligola, figlio del popolare generale Germanico. Il venticinquenne sembrava promettente, aveva fatto promesse democratiche e tutto faceva pensare che con la sua incoronazione la politica interna avrebbe trovato un rinnovato equilibrio. Ma non fu così, dopo solo pochi mesi dalla salita al potere Caligola sembrò impazzire, dimostrandosi un despota egocentrico, inaffidabile e spaventosamente crudele.  Le pretese al trono di Tiberio Gemello, del resto, cessarono ben presto, con la sua condanna a morte per aver presumibilmente preso parte a una congiura.

Caligola non regnò a lungo, dal 37 al 41 dc ma in questi pochi anni riuscì comunque a farsi odiare da tutti.
La pazzia al potere, Caligola a Roma

L'impero era ancora relativamente giovane e la storia della Repubblica era lunga e insita nella tradizione di Roma, lui cercò in tutti i modi di calpestarla, disprezzando ogni forma e cerimonia che potesse rappresentarla. Si ispirò alle monarchie assolute di tipo orientale e pretese che la corte si prostrasse ai suoi piedi, obbligò gli ebrei, che gli rifiutavano l'appellativo divino, ad erigere una sua statua nel Tempio di Gerusalemme, e fece pure divinizzare sua sorella, morta all'età di 20 anni. Non si limitò a infangare l'eredità culturale di Roma e del popolo, dissipò infatti il patrimonio imperiale, aumentò il carico fiscale e instaurò una vera e propria tirannia dispotica e sanguinaria.

La sua pazzia raggiunse livelli deliranti allucinanti, era capace di tutto, nessuno poteva avvicinarlo senza timori.

Ad ammazzarlo saranno infine proprio quei senatori che l'avevano messo sul trono, accoltellandolo prima e dando alle fiamme il suo corpo poi, facendo anche uccidere la moglie e la figlia, ma quando il popolo sentì acclamare nelle strade la morte di Caligola non esultò, anzi, si nascose, temendo che si trattasse dell'ennesimo atto di follia per tiranneggiare chi, ingenuamente, vi fosse cascato...

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