L'Impero Romano e i suoi imperatori


La Roma Repubblicana lasciò il posto alla Roma Imperiale, ossia la forma di governo che iniziò con Ottaviano nel 27 a.C e che terminò con l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augustolo, nel 476 d.c.
500 anni di storia in cui Roma cambiò radicalmente, così come tutta la società del tempo, un tempo attraversato da figure importanti e da personaggi insignificanti, tutti vestiti dei fastosi panni da imperatore.
Ottaviano fu un saggio politico che con grande abilità raggiunse il titolo di "Augusto", destinato da quel momento a designare gli Imperatori, titolo che indica come la persona dell'imperatore apporti stabilità e benessere allo stato, grazie alla sua saggezza e alla sua intelligenza, sottolineandone però anche la superiorità morale e dunque collocandolo un gradino al di sopra di tutti gli altri, inclusi i grandi personaggi come Giulio Cesare che Roma l'avevano creata, plasmata, trasformata.
Ottaviano, il primo imperatore, fu un grande imperatore, e seppe lasciare in eredità un impero grande e ricco, nel pieno di un boom economico e demografico.

A Ottaviano succede Tiberio (14-37 dC) e inizia il governo definito l'età Giulio Claudia, ossia le gens di appartenenza. Amministrò saggiamente, proseguendo l'opera di Ottaviano, incoraggiò l'agricoltura e alleggerì il carico fiscale delle province, sottoposte ad un controllo amministrativo più rigido volto a scoraggiare gli abusi dei funzionari. Consolidò i confini senza volerli estendere ma difendendoli dagli attacchi dei barbari oltre il Reno. A livello di politica interna cercò di rinsaldare i rapporti con il Senato ma la pace lasciata da Ottaviano iniziava comunque a scricchiolare per l'esacerbarsi dei primi attriti con la vecchia aristocrazia e con i nostalgici della Repubblica.
L'età Giulio Claudia vede poi salire al trono Caligola, Claudio e Nerone, per entrare in crisi nell'anno dei quattro imperatori: Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano, e sarà proprio con Vespasiano (69-69 dc) che inizia l'età Flavia e Roma risplende di opere straordinarie mentre il suo potere continua a crescere.

Dopo Vespasiano salgono al trono prima il figlio Tito e, dopo 2 soli anni, il figlio Domiziano, che svilupperà in modo significativo la politica nelle province romane. Domiziano non era particolarmente amato nell'ambiente del senato, forse perché imponeva la propria figura come vera e propria divinità come al tempo dei Faraoni dell'antico Egitto, e morirà proprio in una congiura ordita dal senato.

Un altro periodo di grande splendori attende Roma nell'era degli imperatori adottivi, ossia Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio. E' sotto Traiano che l'impero raggiunge la sua massima estensione, che sarà consolidata con i governi successivi. Sotto l'imperatore Marco Aurelio, noto anche come imperatore-filosofo, l'Impero inizia a vacillare in seguito alle ondate dei barbari che oltrepassando il Danubio iniziano incursioni e devastazioni nella Pianura Padana. A Marco Aurelio segue il figlio Commodo, incapace di gestire la situazione politica che si sta prospettando.
Alla morte di Commodo, con l'Impero in fermento, la scelta del successore scatena una violenta guerra civile che vedrà alla fine prevalere Settimio Severo, il governatore della Pannonia Superiore, una zona di provincia quindi con una solida tradizione militare. Il successore sarà Caracalla, suo figlio, e sarà proprio lui a promulgare la legge che estende la cittadinanza italiana a tutti gli abitanti dell'impero, legge che però andrà a indebolire di molto l'esercito.

Anche Caracalla muore vittima per una congiura, il nuovo imperatore, Elegabalo viene ricordato per lasciare il potere di corte in mano alle donne e per l'adozione dei culti orientali, Alessandro Severo. morto in una rivolta di militari.

Si apre per Roma la fase dell'anarchia militare, quel periodo in cui i generali vengono nominati imperatori, uno dopo l'altro, uno contro l'altro, periodo di profonda crisi che terminerà solo con Diocleziano, nel 284 dc.
Le riforme di Diocleziano sono importanti e avranno conseguenze nel tempo, sarà lui a dividere l'impero e a porre la propria residenza in Oriente, dove il fronte era più caldo, iniziando però il processo di abbandono di Roma.
Sarà Costantino (306-337) a spostare la Capitale sulle rive del Bosforo, a Costantinopoli, ex colonia di Bisanzio, e sarà Costantino ad aprire la strada alla fede cristiana.

Dopo Costantino, l'artefice della divisione dell'Impero, questo viene diviso tra i suoi tre figli ma la lotta al potere li porterà a sanguinose lotte per la supremazia del potere, che vincerà Costanzo II e a cui succederà Giuliano l'Apostata, ovvero l'imperatore che spolvererà il paganesimo rendendolo nuovamente la Religione di Stato.

Gli imperatori a seguire saranno quelli che dovranno fronteggiare le invasioni barbariche, e sia Valente che Teodosio si dimostreranno incapaci di gestire gli attacchi di Franchi, Burgundi, Alamanni, Vandali e Goti.

Con la morte di Teodosio, nel 395 dc, l'impero viene definitivamente diviso tra impero romano d'Occidente e quello di Oriente, e i due nuovi imperatori sono i figli Onorio, in occidente, e Arcadio, a oriente.
Arcadio segue una politica indipendente mentre Onorio governa sotto il consigliere Stilicone, il generale vandalo, alla sua morte i barbari avanzano e nel 410 i Visigoti di Alarico entrano in Roma, saccheggiandola. Il sacco di Roma sarà una drammatica presa di coscienza per l'impero che non si riprenderà mai dall'accaduto e che anzi dovrà nuovamente cedere alle incursioni dei vandali di Genserico, nel 455.

Nel 476 dc Odoacre, il re dei Goti, depone l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augustolo, un ragazzo mite e innocuo a cui non farà alcun male se non privarlo di un titolo che non avrebbe comunque avuto la forza di ricoprire.

Con la fine dell'Impero romano d'occidente si formano dei nuovi regni, che vedono i visigoti nella penisola iberica, i vandali in Africa settentrionale, gli ostrogoti in Italia, gli anglo sassoni in Bretagna e i franchi nelle gallie.

La storia dell'impero romano d'oriente, o impero bizantino, proseguirà invece per altri 1000 anni, quando Costantinopoli sarà infine conquistata dai Turchi.



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