Tardo Impero Romano d'occidente

Se la preoccupazione principale della Roma Repubblicana fu quella di estendere i suoi confini, conquistando e avanzando, la Roma imperiale si trovò a dover gestire un'immensa eredità che si estendeva dallo stretto di Gibilterra al Golfo del Bengala, dal deserto del Sahara all'estremo nord della Britannia, un immenso impero che doveva essere presidiato continuamente, soprattutto sulle linee calde di confine, quelle in cui si combattevano gli scontri più violenti con le "popolazioni barbare".
Ma anche le battaglie intestine, quelle battute tra intrighi, scorrettezze e colpi di stato non erano un pericolo meno insidioso per la stabilità politica dell'impero. E poi c'era la religione, quella religione cattolica cristiana che, da osteggiata prima, perseguitata poi e infine ufficializzata a religione di stato si era trasformata in un potere ben definito, allontanandosi dai principi predicati da Cristo, vestito di stracci e incoronato con spine, per indossare panni regali e corone d'oro.

Particolarmente significativi, nell'analizzare quel lungo periodo del tardo impero romano, sono i governi di due imperatori, Diocleziano e Costantino il Grande, tra la fine del terzo e l'inizio del quarto secolo d.C.

Diocleziano attuò un'importate riforma dell'esercito che lo rese più difficile da manipolare dai potenziali usurpatori, organizzò efficacemente le truppe sulle frontiere e divise l'Impero in due parti indipendenti, amministrate singolarmente.
La struttura creata da Diocleziano era molto rigida, divise le Province in territori più piccoli, organizzate in diocesi, così per esempio l'antica provincia dell'Africa Proconsolare fu divisa nelle tre province Bizacena, Zeugitana e Tingitana e la Britannia fu divisa in Britannia Prima e Britannia Secunda. Naturalmente la suddivisione più importante fu quella dell'Impero stesso in Impero d'Occidente e Impero d'Oriente, governati ognuno da un "Augusto" e da un "Cesare". Con questa suddivisione pratica, che teneva conto  delle importanti differenze culturali, sociali, economiche, linguistiche e religiose tra oriente e occidente Diocleziano spianò la strada a Costantino che per la creazione della nuova capitale sul Bosforo e per lo spostamento della capitale dell'Impero d'Occidente, che da Roma si spostò a Milano e poi a Ravenna, nuovi centri amministrativi. Tutte queste premesse portarono alla conseguente formalizzazione di due imperi separati nel 386 d.C.

Costantino ufficializzò il Cristianesimo quale religione di stato e trasferì la capitale da Roma a Costantinopoli, già colonia greca chiamata Bisanzio, sul Bosforo.

Il tardo impero romano d'occidente si può includere in quel secolo e mezzo che segue il regno dei due imperatori e che si conclude con la caduta dell'ultimo imperatore d'occidente, nel 476 d.C.

La prima metà di questo periodo fu un epoca prospera e sicura in cui si godette dei frutti delle riforme attuate da Costantino e da Diocleziano, la seconda metà fu un periodo di crisi e di decadenza, con i barbari che avanzavano impunemente nel territorio imperiale, spargendo terrore e morte.

Nel 376 d.C, con la battaglia di Adrianopoli, si assiste alla sconfitta dei romani e alla vittoria dei Goti, che avanzarono attraverso la Grecia e penetrarono in Italia, scioccando il vecchio mondo con il sacco di Roma.

Il problema dell'impero non era l'esercito ma gli imperatori che si susseguirono, deboli e interessati a usarlo come difesa personale piuttosto che per presidiare le frontiere.

All'invasione dei Goti seguirono quelle dei vandali, che attraversarono la Gallia e la Spagna, mentre i Sassoni scacciarono i Romani dalla Britannia.

Negli ultimi decenni dell'Impero erano avvenuti tanti cambiamenti sociali che ormai si erano radicati, le popolazioni si erano mescolate e molti funzionari e generali romani avevano origini barbare, come i due più capaci generali dell'Impero, Stilicone, di origine vandale, ed Ezio, di origini gote. Nonostante la gente continuasse a temere le incursioni dei barbari, non c'erano più distinzioni etniche nella popolazione.  Anche a livello sociale la vita era cambiata, le persone avevano iniziato a vestirsi diversamente, smettendo di indossare le toghe per passare alle tuniche e ai pratici pantaloni e anche le antiche pergamene avevano lasciato il posto ai codici, i libri come li conosciamo. La moneta era cambiata, il vecchio denarius d'argento non veniva più accettato e si passò al solidus d'oro, la svalutazione economica e la crisi erano visibili ovunque e Roma, che ormai non era più capitale da tempo, divenne una città dove la polvere e le ragnatele si posavano sui grandi monumenti che sembravano già appartenere al passato. I grandi edifici furono riconvertiti a luoghi di culto cristiano, cambiando funzione e adattandosi quindi ai cambiamenti di una nuova società.

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