I Re Unni prima di Attila


L'unificazione degli Unni sotto un unico re fu un processo graduale e lento e probabilmente sotto Re Ruga non si era ancora arrivati a quella compattezza che solo Attila riuscirà ad ottenere.

Re Ruga era il fratello di Mundwuk e questi aveva due figli, Bleda e Attila.

Nel 442 Ruga attaccò la zona del Basso Danubio, sguarnita da molte forze militari impegnate nel fronteggiare la minaccia Persiana, penetrò in Tracia e ottenne un vantaggioso accordo con Teodosio II: la pace in cambio di un consistente tributo annuale di oro e denaro.

Ruga fu molto abile anche nell'intrecciare relazioni con l'Impero di Occidente attraverso gli ostaggi privilegiati.
Era cosa comune, infatti, prendere in ostaggio i figli di importanti romani e tra gli ostaggi di Ruga ci fu Ezio, ossia colui che diventerà il più importante generale dell'Impero Romano. 

La vita degli ostaggi non era una vita di prigionia, erano trattati alla stregua di ospiti, come figli, veniva impartita loro l'educazione scolastica e militare e prendevano parte a eventi e avvenimenti esattamente come tutti gli altri componenti della famiglia. Ezio divenne amico di Ruga, e negli anni trascorsi al suo seguito imparò la lingua unna ed ebbe modo di conoscere molto bene le tecniche di combattimento e lo stile di vita.

La collaborazione fattiva tra Ruga ed Ezio inizia quando il secondo, per gestire un conflitto in territorio italico, chiede a Ruga delle truppe in aiuto, da quel momento Ezio sarà sempre più dipendente dall'esercito unno.

Per ricambiare il favore, Ezio nel 433 negozia la cessione della Pannonia Secunda agli Unni, questo trattato rappresentava per Ruga un grande trionfo diplomatico, il suo popolo, da sempre nomade, ora poteva avere una dimora fissa ufficialmente riconosciuta.

Quando nel 434 Ruga muore, il suo trono passa a Bleda, fratello di Attila, che riveste il ruolo di generale - ma non ancora quello di re.

La morte di Re Ruga fu, per Costantinopoli, un pretesto per rimangiarsi l'accordo preso con gli Unni ma Bleda negoziò molto abilmente e ottenne dei successi diplomatici ancora più grandi, ossia il raddoppio del tributo annuale d'oro, la promessa che Costantinopoli non avrebbe stretto alleanze con i nemici Unni e la creazione di un libero mercato sulle rive del Danubio, oltre al rilascio dei prigionieri Unni.
Questo avveniva a Margus nel 435, e la particolarità di questo trattato sta nel fatto che le negoziazioni avvennero a cavallo, come imposto da Bleda, il risvolto psicologico di questa circostanza non è da sottovalutare, gli Unni a cavallo erano temibili e i re erano guerrieri mentre i diplomatici di Costantinopoli erano abituati a stringere patti e alleanze comodamente seduti di fronte a un tavolo...
Anche senza usare la violenza di un'azione bellica, Bleda e gli Unni erano riusciti, sul campo, a ottenere grandissimi risultati, questo dimostrava quanto l'Impero li temesse.

Stretta questa conveniente alleanza, gli Unni non dovettero preoccuparsi di presidiare troppo insidiosamente l'area balcanica e iniziarono a rivolgere le proprie attenzioni alle popolazioni germaniche spingendosi verso le Alpi e il Reno.

Solo una manciata di anni dopo, nel 439, la situazione politica internazionale si era trasformata in uno scenario molto caldo, l'Impero aveva molti fronti aperti (I Vandali occuparono Cartagine e poi minacciarono la Sicilia, i Persiani attaccarono l'Armenia) e Bleda decise di violare il trattato per saccheggiare profondamente i Balcani. Ottenne ancora più oro di quanto non era stato concordato in precedenza.

Le capacità diplomatiche e militari di Bleda erano più che energiche e resero gli Unni forti e solidi.
Bleda morirà nel 443 e la sua morte è avvolta nel mistero.
Quello che è certo, e che il trono passerà al fratello Attila... Se fu Attila ad ammazzare Bleda è difficile a dirsi, non si sa molto del rapporto dei due fratelli, Attila era gerarchicamente inferiore e il suo carisma difficilmente si poteva conciliare con il ruolo di secondo, si conoscono alcune rivalità e scaramucce, ma non ci sono testimonianze accreditate di un fratricidio, cosa del resto molto comune nelle corti dell'impero romano.

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